UN’ALTRA EUROPA, PER LA DIFESA E LO SVILUPPO

Ondate di migranti, mutazioni civili e culturali nel continente, terrorismo, squilibri globali impongono la creazione di un’altra Europa, capace di raccogliere il testimone di una UE ormai priva di ruolo. Tre le priorità comuni che i Paesi europei possono condividere : Mercato Comune, Difesa Comune, Intervento Comune per la Vita e lo Sviluppo nei paesi del Sud del mondo. Così come i Padri dell’Europa diedero vita al sogno europeo attraverso la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (che garanti’ l’uso pacifico di risorse non più disponibili ne’ destinabili alla guerra) allo stesso modo oggi l’Europa può giocare un ruolo cruciale per se’ stessa ed il mondo con una Comunità Europea per la Difesa e lo Sviluppo che garantisca al continente la Sicurezza dei propri confini esterni/interni e una forte politica di interventi Europei per la Vita e lo Sviluppo nei paesi del Sud del mondo altrimenti destinati ad essere focolai permanenti di tensioni, povertà endemiche, Migrazioni di massa , sottosviluppo.

Lo chiamano Mea culpa ma quanto detto oggi dal presidente della Commissione Ue, Jean-Clade Juncker, davanti all’europarlamento è l’ammissione del totale fallimento della politica folle imposta da Bruxelles negli ultimi dieci anni, dell’austerità che ha massacrato il popolo greco e impoverito decine di milioni di persone in tutto il continente, in nome degli stupidi parametri e dei sacri vincoli di bilancio. “Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci”, ha detto Juncker, “Abbiamo insultato i greci”, “C'è stata dell'austerità avventata”, “Mi rammarico di aver dato troppa importanza all'influenza del Fondo monetario internazionale”. Per risollevare le sorti di questa Ue c’è chi sogna Angela Merkel, cioè la madre delle politiche europee degli ultimi dieci anni, al posto di Juncker dal prossimo novembre. Ci vorrebbe ben altro, che una mossa come questa, dettata dalla disperazione. Come scrive oggi sul Sole 24 Ore Alessandro Penati, che va dritto al punto, “La vera svolta per l’Eurozona sarebbe la rinuncia tedesca all’avanzo di bilancio per sostenere la domanda interna con investimenti pubblici e minori tasse. Sembra una follia. Ma le nubi minacciose di recessione dovrebbero allertare la Germania e l’Eurozona intera che è arrivato il momento di ripensare modello di sviluppo e gestione della politica economica”. Ieri, su La Stampa, era stato Guido Alpa a dire che occorre archiviare la “politica del sacrificio” con i suoi “benefici apparenti e transeunti” e rilanciare gli investimenti pubblici, se si vuole la ripresa. E due giorni fa sul Corriere della Sera era stato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a rompere il tabù e a dire che “il Fiscal compact è sbagliato” e che le rigide regole europee vanno cambiate. Trent’anni dopo il Muro di Berlino, vien giù finalmente il Muro di Bruxelles, la Cortina di ferro del Pensiero Unico che ha dominato gli ultimi dieci anni di austero impoverimento nel nome di Questa Europa. I Giornaloni che fungevano da house organ dell’ideologia Eurista cominciano a trasgredire.  ...

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