UN’ALTRA EUROPA, PER LA DIFESA E LO SVILUPPO

Ondate di migranti, mutazioni civili e culturali nel continente, terrorismo, squilibri globali impongono la creazione di un’altra Europa, capace di raccogliere il testimone di una UE ormai priva di ruolo. Tre le priorità comuni che i Paesi europei possono condividere : Mercato Comune, Difesa Comune, Intervento Comune per la Vita e lo Sviluppo nei paesi del Sud del mondo. Così come i Padri dell’Europa diedero vita al sogno europeo attraverso la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (che garanti’ l’uso pacifico di risorse non più disponibili ne’ destinabili alla guerra) allo stesso modo oggi l’Europa può giocare un ruolo cruciale per se’ stessa ed il mondo con una Comunità Europea per la Difesa e lo Sviluppo che garantisca al continente la Sicurezza dei propri confini esterni/interni e una forte politica di interventi Europei per la Vita e lo Sviluppo nei paesi del Sud del mondo altrimenti destinati ad essere focolai permanenti di tensioni, povertà endemiche, Migrazioni di massa , sottosviluppo.

Si sta definendo con sempre maggiori particolari - e chissà quando arriveremo alla fine della storia - il bilancio del "Salvataggio della Grecia per non uscire dall'Euro". Le ultime, ottimamente raccontate da Vittorio Da Rold (e persino accessibili ai lettori internet di Repubblica) recitano in sostanza che in soli tre anni la Germania si è accaparrata tutti gli aeroporti e le telecomunicazioni ellenici. E ora sì che le cose vanno meglio. Nel dicembre 2018 gli arrivi di turisti negli aeroporti della Grecia hanno toccato la cifra record di 33 milioni, secondo i dati della Fraport, la società tedesca con sede generale a Francoforte che gestisce i 14 scali regionali aeroportuali di Salonicco, Corfù, Chania (Creta), Cefalonia, Zante, Aktion, Kavala, Rodi, Kos, Samos, Mytilini, Mykonos, Santorini e Skiathos. La privatizzazione degli aeroporti regionali greci era stata inclusa nel memorandum d’intesa che il governo di Atene di Alexis Tsipras aveva concordato con i suoi creditori internazionali, al fine di ottenere il terzo programma di salvataggio triennale del valore di 86 miliardi di euro concluso il 20 agosto 2018. La Fraport è peraltro una società in mani pubbliche: oltre il 50% del suo capitale è infatti detenuto dalla Città di Francoforte e dallo Stato dell’Assia. Ma c’è di più. La società aeroportuale tedesca AviAlliance, che possiede al 49% l’aeroporto di Amburgo e il 30% di quello di Dusseldorf in Germania, ha vinto il rinnovo della concessione per 20 anni fino al 2046 dell’aeroporto di Atene. La società aeroportuale tedesca AviAlliance (più del 40%) e il gruppo greco Copelouzos (un po’ meno del 5%) hanno una quota complessiva del 45% nella società aeroportuale di Atene (AIA). Il fondo greco per le privatizzazioni HRADF detiene una quota del 30% e il governo greco del 25%. L’aeroporto di Atene ha raggiunto i 24,1 milioni di passeggeri nel 2018. Solo aeroporti e turismo? Macché. La Deutsche Telekom possiede il 45 per cento più un’azione della Hellenic Telecommunications Organization, Ote, l’ex monopolista ellenico e ora maggior compagnia di telefonia del paese mediterraneo che conta 8 milioni di clienti nella telefonia mobile e 14 milioni nell’Europa sud orientale. Il 30 maggio 2018 la Deutsche Telekom ha sborsato 284 milioni di euro al Fondo per le privatizzazioni greco Hellenic Republic Asset Development Fund (HRADF) per un 5% di azioni Ote, così da raggiungere l’attuale 45% complessivo. La società tedesca ha spiegato la decisione perché in linea con la strategia di diventare il leader europeo nelle telecomunicazioni. Così, giusto per capire: c'è qualche Europeista Un Tanto al Chilo, un Calenda detto Noisiamoeuropei, una Boninotabacci detti Piùeuropa, un Turcocicchitto detti Statiunitideuropa che hanno qualcosa da dire? Almeno una parolina piccina piccina. Così tanto per darsi una lavatina alla coscienza....

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Più enfatizzano e più viene fuori che non hanno un pieno ma un vuoto...