UN ESERCITO DEL LAVORO

No allo Stato assistenziale che regala bonus o dispensa (inesistenti) redditi di cittadinanza. In tempi di grave crisi economica uno Stato serio può dare, ma in cambio di prestazione d’opera. L’Esercito del lavoro istituisce un Corpo civile volontario che opera al servizio di enti pubblici nei settori della tutela dell’ambiente, del patrimonio artistico, della manutenzione ordinaria delle scuole. E’ aperto a tutti coloro che hanno almeno 18 anni e non stanno lavorando. Durata del servizio: 12 mesi. Paga uguale a quella dei volontari in Ferma prefissata di un anno dell’Esercito Italiano (circa 800 euro al mese), più vitto e alloggio. Riconoscimento del servizio svolto al fine dei concorsi pubblici e convenzioni con Università per crediti formativi. Finanziato con un Fondo di 3,5 miliardi di euro l’anno. Una proposta concreta, utile, attuabile, per giovani e non solo. Un servizio aperto anche a chi si voglia integrare nel nostro paese, accettando il principio fondamentale che nulla è dovuto.

In attesa che domani il governo approvi finalmente il decreto-legge annunciato da mesi, stiamo valutando la possibilità di costituire il Comitato promotore per il referendum abrogativo del Reddito di Cittadinanza, come occasione di scelta tra due impostazioni radicalmente alternative. È proprio in tempi di crisi economica, di depressione, di miopi vincoli europei che occorre compiere una grande scelta di indirizzo: lo Stato ha da essere un Pantalone assistenziale che dispensa aiuti o invece la Repubblica deve corrispondere denaro solo e comunque in cambio di prestazioni? È uno spartiacque cruciale: è quello che separa una politica economica alla Roosevelt, che fece uscire un paese dalla depressione anche con un grande esercito del lavoro di giovani e anziani impegnati nei pubblici servizi, nel mantenimento delle infrastrutture, nella cura di opere quali dighe, parchi, fiumi, strade da una nuova Cassa del Mezzogiorno, un carrozzone gigante di Centri per il Lavoro preposti a selezionare i beneficiari ultimi dell’agognato assegno da ottenersi in cambio di nulla o forse di un voto. Il Referendum popolare ha coinciso con grandi scelte di indirizzo del Paese: Repubblica, Divorzio e diritti civili, Finanziamento pubblico ai partiti. Per questo, con gli amici de La Marianna, economisti, giuslavoristi, sindacalisti, costituzionalisti, stiamo valutando la possibilità di costituire il Comitato promotore per il referendum abrogativo del Reddito di Cittadinanza. Un’iniziativa che non intende confondersi con la proposta referendaria “contro il Governo fascista” della quale in questi giorni scrive un Giuliano Ferrara un po' sopra le righe, No. Noi non intendiamo usare il Referendum per contrastare alcun Governo, né per fare Diga contro “lo sfacelo Gialloverde”, né per fare un Partito o un’alleanza fra i sedicenti “partiti costituzionali” intesi come l’attuale, più o meno esistente, opposizione, né tanto meno per promuovere alcuna lista alle elezioni europee.  Noi vogliamo fare uno e un solo referendum su un principio che riteniamo fondamentale nell’Italia di oggi, così come essa è concretamente. Alcuni amici il 4 Marzo hanno tardivamente scoperto cosa era andato accadendo in Italia e in Europa da almeno un lustro a questa parte. E non volendo ammettere di averci capito poco e azzeccato ancora meno ora si autoproclamano Comitato di Liberazione Nazionale da tutto, dai Gialli e dai Verdi, dal fascismo insorgente, dal Sovranismo, dal Populismo e anche dalla verduraia all’angolo che è sicuramente una agente di Putin o di Bannon in incognito.  Ma noi non apparteniamo a questo filone di non-pensiero. Ci interessa invece, e molto, il merito. Ci importa costruire una grande scelta di indirizzo che – come accaduto già in Svizzera – porti un popolo a compiere una scelta civile e matura sul rapporto fra lo Stato e il Cittadino nel suo aspetto più delicato: il lavoro, l’occupazione, la sopravvivenza, la ripresa economica.  Perciò uno e un solo referendum, non Contro nessuno ma per un obiettivo e un principio, che come nel caso del referendum sulla Repubblica o sul Divorzio possa anche dare voce a quanti – al governo e all’opposizione – la pensano come noi su questo punto. A dirla tutta: i sondaggi dicono che circa il 15% degli elettori 5 Stelle sono contro il Reddito di Cittadinanza. Ecco: noi vorremmo raccogliere anche le loro firme, così come quelle di almeno 500.000 italiani di ogni opinione politica, poco importa se filo o antigovernativa. E vorremmo farlo con una campagna civile, mediatica che sappia dare voce ai tanti che la pensano come noi ma non hanno voce. Viva lo Stato che sostiene chi vuole lavorare, chi presta opera, chi è pronto a dare mani e cervello per la ricostruzione economica, no allo Stato che regala, assiste, deresponsabilizza, compra voti.  ...

Il Genio militare per la manutenzione delle strade di Roma. Un segnale terribile, l’impotenza della politica...

Oltre che con programmi di opere pubbliche gestite direttamente dallo Stato, attraverso lavoratori assunti da esso, Il New Deal rooseveltiano vide anche altre modalità di intervento nell’economia, come la creazione dell’agenzia governativa Public Works Administration (PWA), istituita nel 1933 per ridurre la disoccupazione e aumentare il potere d'acquisto attraverso la costruzione di autostrade e edifici pubblici, spese nei suoi sei anni di vita circa 4 miliardi di dollari nella costruzione di oltre il 70% dei nuovi edifici scolastici degli Stati Uniti, il 65% dei suoi nuovi palazzi di giustizia, municipi e impianti di smaltimento delle acque reflue, il 35% delle sue nuove strutture sanitarie pubbliche e il 10% di nuove strade, ponti e sottopassaggi. A differenza di altri programmi di New Deal, la PWA fece realizzare le opere da privati, che assumevano i lavoratori autonomamente. La politica rooseveltiana intervenne anche nelle relazioni industriali, ad esempio con il National Industrial Recovery Act (NIRA), un esperimento insolito per la tradizione americana, in quanto sospese le norme antitrust, promuovendo un’alleanza tra le industrie. Come sintetizza l’Enciclopedia Britannica, alle aziende fu richiesto di scrivere codici di leale competizione nei vari settori, fissando salari e prezzi, stabilendo quote di produzione e ponendo restrizioni all'ingresso di altre compagnie nelle alleanze. Questi codici erano una forma di autoregolamentazione industriale e rappresentavano un tentativo di regolare e pianificare l'intera economia per promuovere una crescita stabile e prevenire un'altra depressione. Ai dipendenti veniva riconosciuto il diritto di organizzare sindacati e non poteva essere loro richiesto, come condizione di impiego, di aderire o di astenersi dall'entrare in un'organizzazione del lavoro. Prima del NIRA, i tribunali avevano confermato il diritto dei datori di lavoro di fare di tutto per impedire la formazione di sindacati. La NIRA fu dichiarata incostituzionale dalla Corte Suprema nel 1935 ma molte sue disposizioni furono reintrodotte nella legislazione successiva. Proprio nel 1935 fu emanato il National Labor Relations Act (NLRA) per proteggere i diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro, incoraggiare le contrattazione collettiva e contrastare le pratiche che potevano danneggiare il benessere generale dei lavoratori, quanto quello degli imprenditori e dell’economia statunitense. Altre riforme caratterizzarono gli anni del New Deal, alcune delle quali durarono a lungo o sono ancora in vigore, almeno nell’impostazione di fondo, come l’introduzione di un sistema fiscale fortemente progressivo, la riforma delle pensioni, dell’assistenza e della protezione sociale, il divieto del lavoro minorile, la liberalizzazione e la regolare tassazione dell’alcol, ponendo fine al proibizionismo e creando circa un milione di posti di lavoro. Complessivamente il New Deal segnò una svolta profonda nella politica americana di fronte alla grande crisi che seguì crollo di Wall Street del 1929. Dalla politica del presidente Herbert Hoover, fiduciosa nell’autoregolazione del mercato e attenta innanzitutto al pareggio di bilancio, si passò a quella di Franklin Delano Roosevelt, con un deciso interventismo dello Stato, con una politica di deficit, non in funzione meramente assistenzialista ma per creare lavoro immediato e ricostruire un Paese depresso.   I precedenti articoli sul New Deal sono stati pubblicati il 3 dicembre, il 4 dicembre  e il 5 dicembre 2018.  ...

  Strade, porti, aeroporti, boschi, dighe, scuole e musei   Insieme agli interventi urgenti nel settore bancario e finanziario, subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca il 4 marzo 1933 Franklin Delano Roosevelt avviò i programmi e la creazione di agenzie federali per rilanciare l’economia e fronteggiare la disoccupazione dilagante attraverso interventi diretti dello Stato che caratterizzarono il New Deal. Nel 1933, i disoccupati registrati erano circa 14 milioni, di cui oltre un terzo al di sotto dei 25 anni. Il primo programma fu il Civilian Conservation Corps (CCC), rivolto principalmente a giovani disoccupati e non sposati tra i 18 e i 25 anni, impegnati in progetti di conservazione del territorio, come piantumazione di alberi, costruzione di barriere contro le inondazioni, lotta agli incendi boschivi e mantenimento di strade forestali e sentieri. I giovani vivevano in campi di lavoro organizzati in modo semi-militare e ricevevano un compenso di 30 dollari al mese, di cui 25 dovevano essere obbligatoriamente spediti ai famigliari, oltre a cibo, cure mediche e assistenza per altre necessità. L’arruolamento in questo corpo militare di pace durava sei mesi ma molti lo rinnovavano alla scadenza. I campi furono istituiti in tutti gli Stati e anche nelle Hawaii, in Alaska, a Porto Rico e nelle Isole Vergini. Le iscrizioni raggiunsero il picco alla fine del 1935, quando ci furono 500.000 uomini dislocati in 2.600 campi operativi. Tra il 1933 e il 1942 il CCC diede lavoro a circa tre milioni di persone, che potevano anche seguire corsi che andavano dall'alfabetizzazione di base alle competenze professionali e ai corsi universitari. Nel 1935 fu creata la Works Progress Administration (WPA), la più grande agenzia federale del New Deal, il cui scopo era dare lavoro ai disoccupati e alle persone che godevano di programmi di assistenza, e che tra il ’35 e il ’43 diede lavoro a circa 8,5 milioni di persone, con compensi che andavano dai 15 ai 90 dollari al mese. Il costo per il governo federale fu di circa 11 miliardi di dollari. Nell’ambito della WPA furono realizzati progetti di costruzione che produssero oltre un milione di chilometri di strade, 125.000 edifici pubblici, 75.000 ponti, 8.000 parchi e 800 aeroporti. Le retribuzioni in prevalenza erano su base oraria e secondo i regolamenti non si poteva lavorare più di 30 ore alla settimana, ma in molti progetti i lavoratori mangiavano e dormivano nei cantieri, visto che era necessaria una loro presenza costante. Nell’ambito della WPA si svilupparono anche progetti che impiegarono migliaia di artisti, scrittori e attori in programmi culturali come la creazione di opere d'arte per edifici pubblici, la documentazione della vita locale e l'organizzazione di teatri comunitari; migliaia di artisti, architetti, operai edili ed educatori trovarono lavoro nei musei americani, che durante il New Deal ebbero un periodo di sviluppo. La WPA sponsorizzò anche la National Youth Administration, che cercò lavoro part-time per i giovani. Va ricordato anche uno dei progetti più ambiziosi del New Deal, approvato nei primi 100 giorni di Roosevelt: la Tennessee Valley Authority (TVA), un’agenzia federale per controllare le inondazioni, migliorare la navigazione, elevare gli standard di vita degli agricoltori e produrre energia elettrica lungo il fiume Tennessee e i suoi affluenti. Si trattava di un progetto riguardante sette Stati attraversati dal fiume, che si tradusse in un massiccio programma di costruzione di dighe, centrali idroelettriche e progetti di controllo delle inondazioni. Da quando è stato completato il sistema di dighe, nessun danno da alluvione si è più verificato lungo il fiume Tennessee, si sono sviluppate strutture portuali, il trasporto merci è decollato. L'elettricità a basso costo fornita dalle nuove dighe ha stimolato lo sviluppo industriale di quella che era stata un'economia regionale cronicamente depressa. Grazie alle acque sequestrate dalle dighe sono stati creati i "Grandi Laghi del Sud", diventati una zona di attrazione per la nautica, la pesca e il tempo libero. Grazie alla TVA è stato anche attuato un forte programma di eradicazione delle zanzare, eliminando la malaria endemica che affliggeva il corso del fiume e sono state migliorate le pratiche forestali e di conservazione del territorio nella regione. Ma gli interventi federali e statali del New Deal rooseveltiano per il lavoro e la ripresa economica statunitense furono anche molti altri, che vedremo nei prossimi articoli.   I precedenti articoli sul New Deal sono stati pubblicati il 3 dicembre e il 4 dicembre 2018....

Un Nuovo Patto con gli italiani, come il New Deal con cui Franklin D. Roosevelt risollevò gli Usa dalla Grande Depressione...