UN ESERCITO DEL LAVORO

No allo Stato assistenziale che regala bonus o dispensa (inesistenti) redditi di cittadinanza. In tempi di grave crisi economica uno Stato serio può dare, ma in cambio di prestazione d’opera. L’Esercito del lavoro istituisce un Corpo civile volontario che opera al servizio di enti pubblici nei settori della tutela dell’ambiente, del patrimonio artistico, della manutenzione ordinaria delle scuole. E’ aperto a tutti coloro che hanno almeno 18 anni e non stanno lavorando. Durata del servizio: 12 mesi. Paga uguale a quella dei volontari in Ferma prefissata di un anno dell’Esercito Italiano (circa 800 euro al mese), più vitto e alloggio. Riconoscimento del servizio svolto al fine dei concorsi pubblici e convenzioni con Università per crediti formativi. Finanziato con un Fondo di 3,5 miliardi di euro l’anno. Una proposta concreta, utile, attuabile, per giovani e non solo. Un servizio aperto anche a chi si voglia integrare nel nostro paese, accettando il principio fondamentale che nulla è dovuto.

Tre sondaggi in quattro giorni sul Reddito di Cittadinanza. I risultati sono univoci...

“L’errore di chi deride il Reddito”. Così oggi La Stampa titola un commento di Francesco Bei, ammonendo a fare “attenzione a fare spallucce e attaccare un provvedimento come questo”. Sarà “davvero un bel problema, per la sinistra, mettersi di traverso” perché “attenzione, i grillini con il Reddito di cittadinanza si stanno connettendo con la pancia profonda del Paese”. “E poi siamo proprio sicuri che anche al Nord una legge come questa dispiaccia così tanto?”, avverte il quotidiano torinese. È lo stesso giornale secondo il quale il referendum renziano del 4 dicembre 2016 sarebbe stato un trionfo. Quello che, insieme agli altri Giornaloni, fino a un mese prima delle elezioni del 4 marzo era sicuro della vittoria di Renzi e Berlusconi, che avrebbero fatto la nuova Unità nazionale. Adesso ci fanno la predica, ammonendoci a non irridere chi si fa carico della povertà, mentre fino al 4 marzo ci dicevano che il problema era lo ius soli e deridevano come razzista chi diceva loro che erano ciechi, perché non vedevano il mondo della povertà dilagante e del dolore sociale Noi non ironizziamo e non deridiamo niente. Il fatto è che La Stampa guarda al referendum allineandosi alla demagogia grillina, che lo denuncia come un’iniziativa “contro i poveri” proprio mentre si sta “sconfiggendo la povertà”, un referendum contro gli italiani che non hanno neanche un pasto caldo, come diceva Casaleggio padre. In realtà, il Reddito di Cittadinanza si chiama Achille Lauro, che dava una scatola di spaghetti prima del voto e un’altra dopo. Non si chiama Stato sociale che dà un pasto caldo a chi non ce l’ha. Noi abbiamo un'altra opinione degli italiani e pensiamo che, se chiamati a dire se lo Stato deve dare a una fetta di cittadini un po’ di soldi in cambio di niente, avranno la dignità di dire che lo Stato può dare solo in cambio di prestazioni d’opera, e che lo Stato non regala soldi a nessuno. Il confronto serio di questo referendum è sul rapporto tra il cittadino e lo Stato, sul fatto se noi tutti dobbiamo pagare qualcuno perché non faccia nulla o se dobbiamo pagarlo perché fa qualcosa per la collettività. È un referendum sulla dignità del lavorare, non sulla povertà. Siamo rooseveltiani, diciamo che in un periodo di crisi lo Stato deve investire in opere pubbliche e dare lavoro. E siamo convinti che, posto su questo piano, i difensori del Reddito di Cittadinanza il referendum lo perderanno....

La vicenda del referendum contro il Reddito di Cittadinanza dimostra che siamo di fronte a una minoranza cimiteriale...

Il Genio militare per la manutenzione delle strade di Roma. Un segnale terribile, l’impotenza della politica...

Oltre che con programmi di opere pubbliche gestite direttamente dallo Stato, attraverso lavoratori assunti da esso, Il New Deal rooseveltiano vide anche altre modalità di intervento nell’economia, come la creazione dell’agenzia governativa Public Works Administration (PWA), istituita nel 1933 per ridurre la disoccupazione e aumentare il potere d'acquisto attraverso la costruzione di autostrade e edifici pubblici, spese nei suoi sei anni di vita circa 4 miliardi di dollari nella costruzione di oltre il 70% dei nuovi edifici scolastici degli Stati Uniti, il 65% dei suoi nuovi palazzi di giustizia, municipi e impianti di smaltimento delle acque reflue, il 35% delle sue nuove strutture sanitarie pubbliche e il 10% di nuove strade, ponti e sottopassaggi. A differenza di altri programmi di New Deal, la PWA fece realizzare le opere da privati, che assumevano i lavoratori autonomamente. La politica rooseveltiana intervenne anche nelle relazioni industriali, ad esempio con il National Industrial Recovery Act (NIRA), un esperimento insolito per la tradizione americana, in quanto sospese le norme antitrust, promuovendo un’alleanza tra le industrie. Come sintetizza l’Enciclopedia Britannica, alle aziende fu richiesto di scrivere codici di leale competizione nei vari settori, fissando salari e prezzi, stabilendo quote di produzione e ponendo restrizioni all'ingresso di altre compagnie nelle alleanze. Questi codici erano una forma di autoregolamentazione industriale e rappresentavano un tentativo di regolare e pianificare l'intera economia per promuovere una crescita stabile e prevenire un'altra depressione. Ai dipendenti veniva riconosciuto il diritto di organizzare sindacati e non poteva essere loro richiesto, come condizione di impiego, di aderire o di astenersi dall'entrare in un'organizzazione del lavoro. Prima del NIRA, i tribunali avevano confermato il diritto dei datori di lavoro di fare di tutto per impedire la formazione di sindacati. La NIRA fu dichiarata incostituzionale dalla Corte Suprema nel 1935 ma molte sue disposizioni furono reintrodotte nella legislazione successiva. Proprio nel 1935 fu emanato il National Labor Relations Act (NLRA) per proteggere i diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro, incoraggiare le contrattazione collettiva e contrastare le pratiche che potevano danneggiare il benessere generale dei lavoratori, quanto quello degli imprenditori e dell’economia statunitense. Altre riforme caratterizzarono gli anni del New Deal, alcune delle quali durarono a lungo o sono ancora in vigore, almeno nell’impostazione di fondo, come l’introduzione di un sistema fiscale fortemente progressivo, la riforma delle pensioni, dell’assistenza e della protezione sociale, il divieto del lavoro minorile, la liberalizzazione e la regolare tassazione dell’alcol, ponendo fine al proibizionismo e creando circa un milione di posti di lavoro. Complessivamente il New Deal segnò una svolta profonda nella politica americana di fronte alla grande crisi che seguì crollo di Wall Street del 1929. Dalla politica del presidente Herbert Hoover, fiduciosa nell’autoregolazione del mercato e attenta innanzitutto al pareggio di bilancio, si passò a quella di Franklin Delano Roosevelt, con un deciso interventismo dello Stato, con una politica di deficit, non in funzione meramente assistenzialista ma per creare lavoro immediato e ricostruire un Paese depresso.   I precedenti articoli sul New Deal sono stati pubblicati il 3 dicembre, il 4 dicembre  e il 5 dicembre 2018.  ...

  Strade, porti, aeroporti, boschi, dighe, scuole e musei   Insieme agli interventi urgenti nel settore bancario e finanziario, subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca il 4 marzo 1933 Franklin Delano Roosevelt avviò i programmi e la creazione di agenzie federali per rilanciare l’economia e fronteggiare la disoccupazione dilagante attraverso interventi diretti dello Stato che caratterizzarono il New Deal. Nel 1933, i disoccupati registrati erano circa 14 milioni, di cui oltre un terzo al di sotto dei 25 anni. Il primo programma fu il Civilian Conservation Corps (CCC), rivolto principalmente a giovani disoccupati e non sposati tra i 18 e i 25 anni, impegnati in progetti di conservazione del territorio, come piantumazione di alberi, costruzione di barriere contro le inondazioni, lotta agli incendi boschivi e mantenimento di strade forestali e sentieri. I giovani vivevano in campi di lavoro organizzati in modo semi-militare e ricevevano un compenso di 30 dollari al mese, di cui 25 dovevano essere obbligatoriamente spediti ai famigliari, oltre a cibo, cure mediche e assistenza per altre necessità. L’arruolamento in questo corpo militare di pace durava sei mesi ma molti lo rinnovavano alla scadenza. I campi furono istituiti in tutti gli Stati e anche nelle Hawaii, in Alaska, a Porto Rico e nelle Isole Vergini. Le iscrizioni raggiunsero il picco alla fine del 1935, quando ci furono 500.000 uomini dislocati in 2.600 campi operativi. Tra il 1933 e il 1942 il CCC diede lavoro a circa tre milioni di persone, che potevano anche seguire corsi che andavano dall'alfabetizzazione di base alle competenze professionali e ai corsi universitari. Nel 1935 fu creata la Works Progress Administration (WPA), la più grande agenzia federale del New Deal, il cui scopo era dare lavoro ai disoccupati e alle persone che godevano di programmi di assistenza, e che tra il ’35 e il ’43 diede lavoro a circa 8,5 milioni di persone, con compensi che andavano dai 15 ai 90 dollari al mese. Il costo per il governo federale fu di circa 11 miliardi di dollari. Nell’ambito della WPA furono realizzati progetti di costruzione che produssero oltre un milione di chilometri di strade, 125.000 edifici pubblici, 75.000 ponti, 8.000 parchi e 800 aeroporti. Le retribuzioni in prevalenza erano su base oraria e secondo i regolamenti non si poteva lavorare più di 30 ore alla settimana, ma in molti progetti i lavoratori mangiavano e dormivano nei cantieri, visto che era necessaria una loro presenza costante. Nell’ambito della WPA si svilupparono anche progetti che impiegarono migliaia di artisti, scrittori e attori in programmi culturali come la creazione di opere d'arte per edifici pubblici, la documentazione della vita locale e l'organizzazione di teatri comunitari; migliaia di artisti, architetti, operai edili ed educatori trovarono lavoro nei musei americani, che durante il New Deal ebbero un periodo di sviluppo. La WPA sponsorizzò anche la National Youth Administration, che cercò lavoro part-time per i giovani. Va ricordato anche uno dei progetti più ambiziosi del New Deal, approvato nei primi 100 giorni di Roosevelt: la Tennessee Valley Authority (TVA), un’agenzia federale per controllare le inondazioni, migliorare la navigazione, elevare gli standard di vita degli agricoltori e produrre energia elettrica lungo il fiume Tennessee e i suoi affluenti. Si trattava di un progetto riguardante sette Stati attraversati dal fiume, che si tradusse in un massiccio programma di costruzione di dighe, centrali idroelettriche e progetti di controllo delle inondazioni. Da quando è stato completato il sistema di dighe, nessun danno da alluvione si è più verificato lungo il fiume Tennessee, si sono sviluppate strutture portuali, il trasporto merci è decollato. L'elettricità a basso costo fornita dalle nuove dighe ha stimolato lo sviluppo industriale di quella che era stata un'economia regionale cronicamente depressa. Grazie alle acque sequestrate dalle dighe sono stati creati i "Grandi Laghi del Sud", diventati una zona di attrazione per la nautica, la pesca e il tempo libero. Grazie alla TVA è stato anche attuato un forte programma di eradicazione delle zanzare, eliminando la malaria endemica che affliggeva il corso del fiume e sono state migliorate le pratiche forestali e di conservazione del territorio nella regione. Ma gli interventi federali e statali del New Deal rooseveltiano per il lavoro e la ripresa economica statunitense furono anche molti altri, che vedremo nei prossimi articoli.   I precedenti articoli sul New Deal sono stati pubblicati il 3 dicembre e il 4 dicembre 2018....