Uno Shock Fiscale

L’Italia ha sopportato per 25 anni un processo di deindustrializzazione causato da una prolungata caduta degli investimenti e misurato da un crollo epocale del valore aggiunto rispetto al fatturato netto.
Per risollevare un Paese incamminato verso un declino apparentemente inesorabile occorre un cambiamento profondo. Dopo decenni di assistenzialismo, dopo i bonus elettorali distribuiti come pannicelli caldi, dopo l’irresponsabile e irrealizzabile sogno di uno Stato che regala un reddito di cittadinanza a chi sta seduto sul divano, occorre invertire la rotta, rovesciare la piramide. Serve un intervento radicale, capace di ridare fiato a famiglie ed imprese, riaprendo alla possibilità di investire, creare lavoro e far circolare il denaro. Una finta ripresa e una lunga stagnazione potranno essere curate solo con provvedimenti in grado di liberare reali risorse per l’economia, partendo da tre proposte:

Fisco all’americana scaricare tutto, tutti. Si elimina gran parte dell’evasione fiscale, soprattutto nel campo dell’Iva, dove l’evasione ammonta a circa 28 miliardi di euro. Si tassano le famiglie e non i singoli, introducendo così una sorta di quoziente familiare, in un Paese che ha la peggior curva demografica d’Europa. Con un fisco all’americana le famiglie vengono tassate come le imprese, cioè viene tassato solo ciò che non si è speso: insomma, si tassano solo gli utili delle famiglie, non i singoli in base a ciò che hanno guadagnato. E’ un sistema che avvantaggia chi guadagna meno e incentiva a spendere chi guadagna di più.

Fisco di cittadinanza o Tax Free Zone fino a 15.000 euro lordi l’anno, niente tasse. Lo Stato non ti deve chiedere nulla perché con quella cifra non arrivi alla fine del mese o ci arrivi a fatica.

Concordato fiscale tra imprese e Stato Per chi nonostante tutto ha il coraggio di intraprendere un’attività imprenditoriale, per chi pagando lo scotto della crisi è stato costretto a indebitarsi per far fronte a spese e impegni imprevisti, per le imprese piccole e medie reduci da un decennio di stagnazione e da una fiscalità nemica , un accordo preventivo tra impresa e Stato. Le parti - concordando su una cifra certa a carico dell'impresa - consentono alla stessa di avere certezza di ciò che pagherà e allo Stato certezza di ciò che incasserà, azzerando una zona grigia fatta di incertezza, assenza di vere regole, eterni contenziosi con le onnipresenti Equitalia o equivalenti, ottuse burocrazie , bracci di ferro e (anche) potenziale corruzione.

Proposte elaborate da Giovanni Negri, Claudia Zantedeschi

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