Non serve l’ennesimo partitino, ma urge ripensare alla politica, parlando alla testa e al cuore della gente: perché alla pancia, già in troppi parlano! E basta qualche esempio per capirsi.

Primo esempio: l’aggressione dell’Islam politico.

Assistiamo all’aggressione dell’Islam politico, una frangia minoritaria ma prevalente sull’intero Islam, che si manifesta nei confronti del mondo occidentale, ma anche nei confronti di tutta la galassia della cultura musulmana; un attacco all’esterno quindi, ma anche all’interno, con altrettanta crudeltà. Di fronte a ciò; quanto è necessaria e importante una campagna per la tutela dei diritti e della laicità, per i musulmani? Se la nostra difesa si accorge “solo” dell’attacco esterno, quello verso l’Occidente, corriamo il rischio di accrescere il numero e la forza dei nostri nemici, facendo sostanzialmente il gioco di una minoranza religiosa violenta, sanguinaria e illiberale.

E questa consapevolezza si traduce anche in atteggiamenti culturali, di vita quotidiana. Abbiamo spesso discusso se è giusto o meno consentire alle donne musulmane di indossare il velo in certi contesti. Ma vogliamo discutere anche sul fatto che molte donne musulmane sono obbligate a portarlo quel velo?

Ecco che una campagna come quella condotta dalle amiche dei “Musulmani Laici”, che dobbiamo finire di considerare un ossimoro, diviene strategica, preziosa, ed importante anche per noi. Altrimenti rischiamo di indurre interi popoli verso la radicalizzazione.  E quale miglior modo invece per indebolire l’Islam politico, se non aprirne le contraddizioni e favorire la diffusione dei valori di libertà all’interno del mondo musulmano?

Da una parte quindi, non siamo tra i fautori dello scontro cieco, che vedono nell’Islam tout court il nemico da abbattere, perché chi non bada e non agisce sulle debolezze dell’avversario, non arriva alla vittoria!

Dall’altra parte, nemmeno siamo tra quelli che non vedono lo scontro in atto, l’aggressione intrapresa dall’Islam politico, e pensano di poter risolvere la faccenda con l’atteggiamento buonista dell’accoglienza e dell’integrazione, che spesso significa nostra “integrazione”.

Insomma, come al solito, né con i pacifisti (o buonisti dell’accoglienza) e né con i guerrafondai (o costruttori di muri)!  Ma SI ad politica che sappia individuare il “vero” nemico e non generalizzarlo, per lottare contro di esso con il massimo di efficacia.

Secondo esempio: l’Europa.

Di fronte ad Istituzioni Europee sempre più tecnocratiche, burocratiche, a-democratiche e lontane dai cittadini. E di fronte invece ad uno scenario internazionale che dovrebbe portarci ad esigere una forte Europa, per equilibrare i poteri prevalenti e schiaccianti in campo economico, sociale, culturale, e anche militare.

Di fronte a ciò, e a mille altre problematiche, abbiamo due schieramenti: gli europeisti (fautori però di “questa” Europa), e i contrari all’Europa. Da una parte chi afferma che per contrastare le tentazioni di “exit” occorre rivalutare quanto bene abbia fatto e stia facendo l’Unione Europea. Dall’altra parte chi spinge per uscire, per tornare alla vecchia lira, per fare a “modo nostro”.

Anche qui due schieramenti parimenti errati. La progressiva disgregazione dell’europeismo è causata proprio da questa Unione Europea, e per questo motivo è necessario pretendere il suo superamento! Occorre uno sforzo da parte di tutti per progettare una nuova Europa, altrimenti questa è destinata a sgretolarsi e a morire!

Magari un’Europa ridotta, più un mercato comune allargato, ma un “cuore” europeo che possa condividere oneri e onori, nell’interesse di tutti, con una impostazione federale tutta da immaginare, ma urgente, necessaria. NUOVI TRATTATI SUBITO! Questa una campagna da lanciare, con ragionevolezza e per guardare al futuro, non al passato, come entrambi i due schieramenti citati.

 

Terzo esempio: riattivare la politica

Ogni giorno leggendo i giornali e sentendo i dibattiti (non parliamo, nel frequentare i social!) si percepisce quanto ormai la politica sia ridotta a brandelli, rispetto alle urgenze e alle necessità del tempo presente.

A brandelli, del resto, come il nostro paese, che abbisogna di essere ri-assemblato, ri-costruito, ri-generato.

Diciamo sempre che il livello di competenza/preparazione/capacità della classe politica si è drasticamente ridotto, impegnata com’è a elaborare solo slogan, a distribuire menzogne, a insultare l’avversario e a “sputtanare” chiunque sia di ostacolo. C’è una selezione su “queste” competenze, e il risultato è sotto gli occhi.

Ma forse è tempo anche di superare molti paradigmi attraverso i quali la politica da sempre si formula. Mi riferisco per esempio alle scelte, retoriche e vuote, tra DESTRA e SINISTRA, o tra GIUSTO e SBAGLIATO, e molte altre…

La discussione tra destra e sinistra rappresenta forse quanto di più stantio esista nel campo della politica. Valutare con questo metro le azioni e le proposte dell’oggi non ha più senso!

E non parliamo di giusto e sbagliato, da sempre il paradigma più dannoso per affrontare ogni problema, perché riconduce ogni scelta ad interpretazioni soggettive, spesso morali, e mai suffragate da una completa disanima di vantaggi e svantaggi.

Quali allora i nuovi paradigmi? Direi che alcune buone scelte politiche possano essere compiute oggi tra questi elementi raggruppati: da una parte la LIBERTÀ e l’EFFICIENZA, dall’altra la BUROCRAZIA e il PRIVILEGIO.

Quante e troppe leggi in Italia, anche ritenute grandi riforme, hanno invece comportato un aumento di burocrazia e di privilegi? Pensiamo al sistema pensionistico. Pensiamo al sistema sanitario. Pensiamo al funzionamento delle nostre Regioni. Ecc.

Quante volte invece sono stati trascurati i virtuosi principi liberali, per concedere i dovuti spazi alla libera iniziativa, all’intraprendenza e alla fantasia dei singoli, e all’alimentazione dello spirito d’impresa?

Quante volte si è trascurato il principio dell’efficienza, per il quale ogni risorsa impiegata deve riuscire a tornare utile per un valore almeno pari, ma spesso superiore, all’investimento compiuto?

La logica dei bonus, per esempio, è assolutamente inefficiente, eppure piace tanto a Renzi e a Gentiloni. E vogliamo parlare del reddito di cittadinanza, tanto amato da Grillo & C.?

Ma niente, di fronte ai brandelli della politica abbiamo due schieramenti: le forze politiche che esprimono i vecchi partiti, una sorta di “Ancient Regime”, e gli squadroni dei nuovi movimenti populisti intenti a scalzare il vecchio sistema al grido del “Vaffa”!

Chi molti anni fa (e mi onoro dall’aver contribuito) promosse campagne contro il finanziamento pubblico dei partiti aveva evidentemente capito per tempo quale fosse il male da estirpare. Ma venne ignorato, ed ora siamo in balia dei partiti ostaggio di se stessi e del proprio sistema, da una parte, e dall’altra, dei “fanculotti” in cerca di consenso istintivo tra tutti gli insoddisfatti del paese. Proposte serie non se ne vedono. Per quel che mi riguarda, né con gli uni, né con gli altri! Ma sicuramente con chi intuisce di dover proporre una nuova prospettiva, nuovi soggetti con proposte concrete per ri-costruire il Paese.

Gli esempi potrebbero continuare… e magari li continueremo e approfondiremo. Ma già bastano per far sentire l’urgenza di uno scatto, di nuova gente che riscopra l’ABC della nostra civiltà politica e sociale. Libertà Uguaglianza Fratellanza. Con competenza, serietà e ragionevolezza. Ma anche con la lucida follia di chi intraprende perché sente di doverlo fare, e non per calcoli. Viva La Marianna!