IL PENTITO DEL MES

Alla fine, come tutte le “verità” costruite su una montagna di bugie, anche la favola del Mes è venuta giù come un castello di carta. Per mesi ci hanno raccontato che c’erano 36 miliardi disponibili per spese sanitarie legate direttamente o indirettamente all’emergenza Covid, senza condizionalità se non quella di spendere i soldi per spese sociali e restituirli come per qualunque prestito. Rinunciare a quei 36 miliardi sarebbe stato da irresponsabili.

A smontare la prima bugia, quella sull’assenza di condizionalità, ci avevano pensato sin da fine giugno due europeisti doc come Carlo Cottarelli ed Enzo Moavero Milanesi spiegando che, di fronte a Trattati e ai Regolamenti non c’è dichiarazione politica che tenga. E quindi gli Stati che avessero fatto ricorso al Mes sarebbero stati sottoposti a “sorveglianza rafforzata” da parte della Commissione Ue.

“A questo non si sfugge”, scrivevano Cottarelli e Moavero, chiarendo cosa succede con la sorveglianza rafforzata: “Gli effetti per lo Stato dell’ineludibile “sorveglianza rafforzata” sono comunque significativi: una più attenta indagine sulla situazione delle sue finanze, con l’obbligo di fornire a livello Ue le medesime informazioni previste da una procedura d’infrazione per disavanzi eccessivi; le “missioni di verifica periodiche” della Commissione, della Banca centrale europea, “se del caso, con l’Fmi”, gli stessi protagonisti della cosiddetta Troika; poi, sulla base di tali missioni – punto nodale – il Consiglio Ue può raccomandare allo Stato “misure correttive” o “di predisporre un progetto di programma di aggiustamento macroeconomico”, una “raccomandazione” certo ma di peso, specie se combinata al timore di una reazione negativa dei mercati”.

Eppure per sei mesi è andata avanti la favola del Mes senza condizionalità.

Ora è caduta anche l’altra bugia. I 36 miliardi del Mes, ammette ora Gualtieri, si possono reperire anche sui mercati, a tassi particolarmente bassi in questo momento. Il vantaggio di ricorrere al Mes, calcola ora il suo paladino che l’ha contrattato con Bruxelles di cui è uomo di stretta fiducia, sarebbe solo di circa 300 milioni l’anno per dieci anni. Gualtieri, però non calcola i costi, difficilmente quantificabili, che deriverebbero all’Italia dall’essere l’unico paese europeo ad essere ricorso al Mes, cioè al Fondo Salva Stati dell’Ue, dichiarando così di essere alla frutta, tanto da dover essere salvato.

Un fatto, anche questo, che non deriva dalla propaganda sovranista ma che era stato segnalato sin da giugno da Cottarelli e Moavero Milanesi, che scrivevano: “C’è un ulteriore fattore, infine, che rileva nell’ottica economica: ricercare l’ausilio del Mes comporta uno stigma negativo: rischierebbe di segnalare ai mercati che siamo più in difficoltà di altri”.

Insomma, il Mes aveva una chiara finalità: poter mettere l’Italia sotto il controllo della vecchia Troika. Per ora il giochino è andato male. Ma certo a Bruxelles, e ai suoi uomini piazzati strategicamente al governo di Roma, ci sarà chi è pronto a riprovarci.