MA ARCURI HA MAI PRESO L‘AUTOBUS ?

Lo si sapeva da marzo che alla fine del lockdown sarebbe stata essenziale la riorganizzazione dei trasporti pubblici per gli studenti. Era stato anche nominato un commissario straordinario pressoché onnipotente, Domenico Arcuri, per affrontare emergenza Covid e connessa emergenza scuola. Otto mesi e non ha fatto nulla. Ha passato estate e inizio autunno a deliziarci con la ministra Azzolina su milioni di banchi monoposto con rotelle e senza rotelle per garantire una mitica nuova didattica in sicurezza. Su quanti ne siano stati effettivamente consegnati e su quanto siano costati, nessuna informazione arriva da Arcuri. Ma le notizie che arrivano da tutta Italia dicono che è tutto ancora in alto mare.

Invece di riorganizzare il trasporto pubblico si è preferito divagare su biciclette e monopattini elettrici, con tanto di bonus che peraltro nessuno ha mai visto. Il risultato di questi mesi di cazzeggio è sotto gli occhi di tutti. Su quello che era il problema principale da affrontare per andare a scuola minimizzando i rischi di contagio, non si è fatto nulla. Dopo oltre otto mesi di stato di emergenza, autobus e metropolitane sono i luoghi dell’assembramento di sempre. Però a cena a casa, non più di sei persone.

Ed ecco che adesso rispunta l’idea di scaglionare gli orari di entrata e di uscita dalle scuole, a caccia dell’autobus non strapieno. Con l’inevitabile catena di problemi famigliari che ne deriverà, perché sarebbe necessario scaglionare anche gli orari di entrata al lavoro per i genitori, che nessuno è in grado di organizzare. E quindi ognuno si dovrà arrangiare. Al massimo saranno capaci di rispolverare il bonus baby sitter.

Ma di fronte a questo sfacelo, guai a chiedere di render conto di quanto non è stato fatto. Si passa da disfattisti in tempo di guerra. E difatti l’ingiunzione di Conte è stata chiara: “Smettiamola di far polemiche, discorsi astratti, dibattiti, qui bisogna essere concreti”.

E quindi taccia anche Guido Bertolaso, che di fronte all’ipotesi di un nuovo lockdown oggi ha detto: “Io manderei in lockdown quelli che ci hanno portato in queste condizioni. Ci sono delle pesanti responsabilità”.

Polemiche, discorsi astratti, secondo il governo del concreto sfacelo Conte-Arcuri.