NELLE MANI DI QUESTI

“In Italia sia il tracciamento che i test di laboratorio sono molto limitati e alla fine si è dovuto ricorrere al lockdown, misura di cieca disperazione”. Così scriveva Walter Ricciardi, il super consulente del ministro Speranza, in un articolo scientifico del 2 aprile 2020 citato in una nota del rapporto pubblicato dall’Oms il 13 maggio e poi sparito nelle successive 24 ore dal sito dell’Organizzazione mondiale della sanità. Un atto d’accusa, prontamente cancellato, nei confronti di chi aveva la responsabilità di intervenire, gestire il tracciamento e ancor prima il reperimento di reagenti per effettuare i tamponi sui cittadini”. Cosa per cui sin dal 18 marzo era stato nominato commissario straordinario Domenico Arcuri “per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid -19”. Dopo sette mesi i tamponi restano ancora un tesoro raro, che costringe le persone tracciate, magari perchè hanno un figlio a casa da scuola con il raffreddore, a ore e ore di fila nei drive del Covid.

Intanto, appena entrato in vigore il Dpcm che obbliga alla mascherina all’aperto, Arcuri, che in mancanza di altro di utile dovrebbe almeno rispettare la legge, si è fatto fotografare mentre parla con i giornalisti tenendo la mascherina che gli copre solo la bocca e non il naso. Come un qualunque furbetto della movida. Per Arcuri, però, niente multa da 400 a mille euro. Del resto, Arcuri opera in raccordo con il capo del dipartimento della protezione civile, quell’Angelo Borrelli che il 3 aprile diceva: “Io non porto la mascherina. Normalmente non la porto. Cerco di rispettare le distanze”.

Come non portava la mascherina nessuno ieri a Piazzapulita, né il conduttore Corrado Formigli né gli ospiti, imbarazzati e indispettiti quando, da dietro la propria mascherina, il giornalista Francesco Borgonovo ha fatto notare come stessero tutti violando la norma del Dpcm che impone di portarla sempre al chiuso, raccomandandola anche in casa propria se ci sono ospiti.

Purtroppo noi e la gestione del virus siano nelle mani di questi, che ci fanno ogni giorno la predica su come dobbiamo comportarci e parlare, e poi vivono facendo proprio ogni giorno il motto di Alberto Sordi ne Il marchese del Grillo: Io so’ io… e voi non siete un cazzo!