SETTE ORE, DALLA LUNA ALLA TERRA

Lunedì, per farci scaricare Immuni, Repubblica ci raccontava con il suo giornalista Riccardo Luna quanto fosse facile fare un tampone di sabato, all’improvviso, e sbrigare tutto in poche ore, risultati compresi. Oggi ci racconta la realtà sotto il titolo “Code fino a sette ore, è assalto al tampone”.

E nell’articolo si parla di città dove la situazione non è più sostenibile. Ieri per fare un tampone al Centro carni di via Togliatti a Roma ci volevano 8 ore anche a chi si è presentato alle 6.30 del mattino. La coda è arrivata a un paio di chilometri mentre sei addetti su due corsie si sforzavano di andare più veloce possibile. La risposta all’esame? In cinque-sei giorni.

Eppure da 7 mesi abbiamo Arcuri, che come commissario straordinario per l’emergenza Covid, con potere di derogare alle leggi pur di far presto, proprio a questo doveva provvedere. E invece ha combinato un disastro dietro l’altro.

Nel pieno dell’emergenza degli scorsi mesi ha garantito che le mascherine fossero introvabili ma a prezzo di Stato. Poi ha ordinato cinque milioni di tamponi dimenticandosi di ordinare anche i reagenti. Poi ha garantito il clamoroso flop della mitica app Immuni, che il 90% degli italiani si rifiuta di scaricare. Poi ha promesso due milioni e 400mila nuovi banchi scolastici monoposto per l’inizio dell’anno scolastico garantendo un metro di distanza dalle “rime buccali”, ma fino a inizio ottobre ne ha consegnati solo 400mila. Non ha ancora garantito le necessarie forniture di vaccini antinfluenzali quando la campagna di vaccinazione doveva partire il 15 settembre e solo pochi giorni fa ha fatto partire le gare per creare i nuovi 3.443 letti di terapia intensiva e i 4.213 di sub intensiva, al 50% riadattabili in posti per i malati più gravi, per garantire le quali sono stati stanziati un miliardo e centomila euro sin dal maggio scorso.

Come sempre, di fronte all’ennesimo fallimento arriva la nuova promessa, formulata oggi a suo nome da Conte: “Arcuri sta concludendo la gara per 5 milioni di test rapidi che saranno messi a disposizione dei medici di famiglia. In questo modo sarà possibile affrontare le prossime settimane con minore ansia”. Come sempre i verbi sono coniugati al gerundio e al futuro: “Arcuri sta concludendo”, “Saranno messi a disposizione, “Sarà possibile affrontare”.

Nel vocabolario di Arcuri e di Conte manca sempre il passato, il rendiconto di ciò che è stato fatto o non fatto. Ma sarebbe ora che qualcuno, in qualche sede, gliene chiedesse finalmente conto.