LA PROROGA DELLO SFACELO

Dopo il doppio inciampo di ieri sul numero legale, oggi la Camera ha dato il via libera alla proroga dello stato di emergenza fino al prossimo 31 gennaio. Un provvedimento che ha il solo scopo di prorogare l’incarico di commissario straordinario a Domenico Arcuri, che dura fino al perdurare dello stato di emergenza. E proprio oggi Conte e Arcuri aggiungono un’altra tacca al lungo elenco dei loro sfaceli sul fronte dell’emergenza Covid.

Sono passati cinque mesi da quando il Decreto Rilancio ha stanziato un miliardo e cento milioni per trasformare i letti di terapia intensiva creati durante l’emergenza di primavera in 7.500 nuove postazioni dotate di tutti gli standard di sicurezza. Arrivati a ottobre, però, in tutta Italia non c’è nemmeno un cantiere aperto per creare i nuovi 3.443 letti di terapia intensiva e i 4.213 di sub intensiva, al 50% riadattabili in posti per i malati più gravi. Anzi, non sono neppure partite le gare.

Come suo solito, Arcuri scarica la colpa sugli altri. Questa volta sono le Regioni, che avrebbero inviato i piani di stabilizzazione dei posti letto solo pochi giorni fa, bloccando sino ad oggi le gare d’appalto. Entro fine mese partiranno i cantieri, promette ora Arcuri, che vede sempre i suoi superpoteri vanificati da qualche sabotatore, che sia un farmacista o un tabaccaio, un preside o un funzionario regionale.

Una nuova telenovela, come quella dei banchi scolastici monoposto che avrebbero dovuto essere consegnati entro l’inizio dell’anno scolastico. Poi, di proroga in proroga, di ritardo in ritardo, entro la fine di settembre avrebbe dovuto essere stata consegnata la metà dei due milioni e 400mila previsti. E invece ne sono arrivati solo 400mila.

E lo stesso sta succedendo sull’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali, nonostante si fosse programmata da mesi l’inizio anticipato della campagna vaccinale per il 15 settembre. Invece, arrivati al dunque, vaccini per tutti non ce ne sono, e così, dopo avere protetto i soggetti a rischio, lavoratori e studenti non potranno averlo perché in farmacia non ci sono dotazioni utili a soddisfare la domanda.

È una catena interminabile di incapacità e irresponsabilità. Ma Arcuri non si tocca, lo si proroga, prorogando lo stato di emergenza. Dopo il sì al Senato di ieri (con 138 voti favorevoli, 2 contrari e 12 astenuti, e l’assenza del centrodestra), oggi alla Camera i sì sono stati 253, i no 3, gli astenuti 17. L’opposizione non ha votato. Tutti intimoriti di essere additati come sabotatori amici del virus. E quindi via libera alla proroga dello sfacelo. Facendo finta di nulla.