IL BUCO NERO DI WUHAN E L’EMERGENZA POLITICA

Non è un volto noto, non è un virologo televisivo ma è ex presidente della Società europea di virologia e professore emerito all’Università di Padova. Giorgio Palù, 71 anni, sta scrivendo un libro sui misteri del coronavirus e oggi, intervistato da Valentina Stella su Il Dubbio, spiega che le ipotesi sull’origine del virus sono due: o lo ha creato la natura o è uscito da un laboratorio BL-4 di Wuhan, dove da dieci anni si coltivano virus dei pipistrelli.

“Che possa essere di origine naturale è un po’ difficile”, sostiene Palù. “Deriva sicuramente dal pipistrello, è identico al 96-97% al RaTG13, che è un virus del pipistrello che tuttavia vive nella parte più meridionale della Cina, quindi lontano da Wuhan. Tale virus però non infetta più il pipistrello, ma solo l’uomo. Si deve spiegare come è passato dal pipistrello all’uomo non avendo trovato lo stesso virus in entrambi e inoltre non si è mai rintracciato un ospite intermedio che possa aver favorito per ricombinazione il salto di specie. Bisognerà dimostrare quale delle due ipotesi sia vera: ne discuteremo su un articolo in pubblicazione sul Journal of Medical Virology. Sarà la comunità scientifica a decidere valutando quanto verrà pubblicato e fornire un’interpretazione a riguardo”.

Inutile, però, attendersi aiuto dai cinesi, spiega Palù. Infatti, di fronte alla richiesta di “fornire il virus originario e le sequenze sui virus dei pipistrelli, hanno dichiarato di non avere più nulla e quindi da Wuhan non si ottiene più niente”.

Alla domanda su cosa fare ora, il professor Palù dice che “dobbiamo essere consapevoli che si tratta di un nuovo virus con cui dovremmo convivere ancora per diverso tempo, per cui dobbiamo preoccuparci di tenere più bassa possibile la curva dei nuovi casi incidenti”. Ma dal punto di vista sanitario non siamo di fronte a una grave emergenza, che è invece “prettamente politica, voluta dal governo per avocare a sé tutti i poteri, tenere in mano il Paese, fare pressione sul cittadino e infondere paura dinanzi ad una pandemia che continua sì ad espandersi ma che dal punto di vista sanitario non è così allarmante da mettere a rischio la capacità di risposta del nostro sistema sanitario. La maggior parte dei contagiati sono asintomatici, le rianimazioni sono sotto controllo con 290 posti occupati, i casi attualmente positivi sono circa 530000, di cui la maggior parte sono in isolamento domiciliare, i ricoverati sono circa 3.000, il tasso di letalità è ora intorno allo 0,5%, numeri assolutamente diversi da quelli di marzo- aprile scorsi. In più sappiamo come trattare i pazienti più gravi e come usare al meglio i farmaci attualmente a disposizione”.

“Da virologo – conclude il professor Palù – mi chiedo quali norme di salute pubblica troveremo in questo nuovo dpcm: se è stato fatto per dire di mettere in tutta Italia le mascherine all’aperto o per adottare qualche misura come la proroga del CTS o del commissario straordinario, allora è ridicolo”.