SONO SANO COME UN CINESE

Il mondo è ormai in balia di una variabile fuori controllo che condiziona tutto, dalla vita delle persone al funzionamento delle istituzioni, a tutta l’economia.

Prima di capire come affrontar l’emergenza determinata dalla variabile fuori controllo, occorre darle un nome e capire come gestirla, oppure il prossimo biennio non sarà governabile ad alcun livello.  E quella variabile fuori controllo non si chiama Covid, ma Cina. Quella Cina che ha esportato il coronavirus in tutto il mondo grazie a un ferreo sistema di silenzi e menzogne, e che ne è rimasta quasi indenne dalle conseguenze più gravi. Almeno a credere alle cifre ufficiali.

In Cina da febbraio sono stati registrati 85.424 casi di Covid, con 4.634 decessi.

In Italia, invece, 314.861 casi con 35.894 decessi.

In Cina l’11 febbraio i casi erano 6.905, che il 7 marzo erano già crollati a 44, dopo di che la linea è rimasta sempre piatta su due-tre decine di casi al giorno. Il 1° ottobre sono stati 10.

Ed è praticamente da marzo che quasi tutti i nuovi registrati in Cina vengono attribuiti a viaggiatori provenienti dall’estero.

E a rafforzare l’immagine di un paese minacciato solo dalle contaminazioni straniere, la Cina sta mettendo sotto accusa i surgelati di importazione, dalla carne brasiliana ai gamberetti indonesiani, con forti restrizioni alle importazioni, anche se le autorità mediche statunitensi ribadiscono come sia difficile che il virus si trasmetta attraverso gli alimenti.

Insomma, stando alle cifre e alle verità di Pechino, la Cina sarebbe una grande isola felice immune dal Covid sin da marzo, se non fosse per i pochi casi di chi arriva dal resto del mondo infetto. E per le confezioni di surgelati esteri, contaminati all’esterno o all’interno.

E alla fine di questa vicenda, ad essere favorita in modo determinante cinese nella competizione globale risulta essere proprio l’economia cinese.

Infatti, le ultime stime della Banca Mondiale raddoppiano, rispetto a giugno, la previsione di crescita del Pil cinese per quest’anno, portandolo al 2% rispetto allo 0,9% di tre mesi fa. La previsione per il 2021 è addirittura del +7,9%. E così, mentre il resto del mondo pagherà un caro prezzo per il virus esportato dalla Cina tra silenzi e menzogne, Pechino sarà l’unica a uscirne con pochi danni e gli indici ancora in positivo.

Se non si dà un nome preciso al padrone di questa variabile impazzita, decidendo che va messo sotto controllo, senza più alcuna indulgenza e senza farsi condizionare da calcoli di piccolo cabotaggio e di corto respiro, rischiamo di uscirne solo al prezzo del collasso di tutto il nostro sistema economico e del sistema di valori occidentali fondati sulla libertà.