IL QUINTO MISTERO DEL MES, SVANITO NEL NULLA

Decisamente: non è il sangue di San Gennaro, non si liquefa né si raggruma , non si scioglie ne’ si moltiplica. Il MES, semplicemente , non interessa un solo stato della UE. Uno che sia uno.

E dire che a suo favore, a spacciarlo come un miracolo degno delle nozze di Cana e della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ci hanno provato tutti i Santi.

All’inizio furono la Merkel e Macron : l’Italia e altri paesi mezzo disastrati ricorrano subito al Mes, gli conviene e i soldi arrivano subito. Conte dribblò con una certa abilità, sentendo profumo di Grecia, salvo poi tentare una penosa via di fuga: « Al Vertice europeo ho votato Si al Mes perché l’Italia non ne ha bisogno ma non posso impedire che Spagna o Portogallo o altri lo usino ». Ma intanto si consumava il primo Mistero del Mes. Non un solo paese lo chiedeva.

Ecco allora che a scendere in campo arrivano non solo i Santi ma anche gli Apostoli del Mes, il segretario Nicola Giammarioli su Repubblica e il super presidente e segretario generale del Mes, il tedesco Klaus Regling, sul Corriere della Sera . « Macché Troika, macché condizionalità feroci, sono soldi freschi pronti e subito. Venghino venghino che vi conviene ». Eppure nulla, anche nel secondo mistero del Mes non riesce a spuntare un solo paese, neppure la Grecia inginocchiata o una Croazia bisognosa, pronto a miracolarsi col Sacro Mes. E il mistero si fa sempre più fitto.

Senza un euro, con soldi promessi in bonus mai visti e con casse integrazioni mai pervenute, verso maggio Conte si mette in viaggio alla volta di Francia Spagna e Portogallo. La supplica è esplicita: « Aiutate l’Italia a prendere il Mes. Se lo chiedete anche a voi non facciamo la figura degli ultimi della classe, squattrinati e disperati ». Ma anche il Terzo mistero del Mes si è rivelato implacabile: senza una sola risposta pubblica, senza esporre neppure un motivo, Lisbona Madrid e Parigi hanno semplicemente scosso la testa. Muti. No.

Ecco allora la frotta degli economisti, editorialisti, esperti opinionisti, tuttologi e pennivendoli scatenarsi sui Media. Basta: l’Italia deve prendere il Mes, altrimenti non incasserà neppure il Recovery Fund. Non c’è del resto una sola ragione, se non gli sporchi e infami slogan populisti, a giustificare il rifiuto del Mes. Eppure a cotanto buonsenso, ecco di nuovo contrapporsi il Quarto Mistero del Mes. Inflessibile. Non un’Irlanda, non un’Ungheria, non un Belgio, niente nessuno e meno di nessuno vuole avere a che fare col Mes, accostando al Mes il nome del proprio paese.

Ed eccoci ormai al Quinto e ultimo mistero del Mes. « Il Recovery Fund è a rischio per il veto di 7 paesi », dichiara il ministro zelante degli affari UE Amendola . E Conte: « Molti assegni di cassa integrazione non sono ancora arrivati – dice compiendo la formidabile scoperta – e ho chiesto a Tridico di lavorare anche la notte , del resto non gli ritoccheremo il giusto stipendio ». Tutto fa allora pensare che ci sia, come c’è, un disperato bisogno di soldi europei visto che (almeno sino a fine 2022) non se ne vedrà manco l’ombra. Perché allora nessuno si affretta a chiedere l’incasso del Miracoloso Mes? Ahi saperlo. Peggio della jella, peggio del colera, rifilato da ciascuno a tutti gli altri ma mai usato da nessuno e respinto come un incubo, il Mistero del Mes continua a colpire. Facendo sparire il Salvastati – o sedicente tale – dai radar europei. Manco fosse un Maastricht o un Dublino qualunque .