LA VIA NACIONAL A LA VACCINATION DI ARCURI

“In seguito alle numerose richieste di interviste e di accesso all’interno dello stabilimento ReiThera”… Così inizia una nota stampa dell’azienda di Castel Romano, salita agli onori della cronaca nazionale grazie a un’intervista a Repubblica del commissario straordinario Domenico Arcuri, il cui incarico non prevede alcun ruolo nel campo della ricerca ma che per deviare l’attenzione dal disastro che ha combinato con la riapertura delle scuole lasciate senza banchi si è lanciato su vaccino e cura anti-Covid prodotti in Italia. E ha fatto anche i nomi dei due beneficiari; ReiThera per il vaccino e TLS per la cura. E se a ReiThera c’è la fila dei giornalisti ai cancelli, TLS ha avuto oggi un entusiastico articolo sempre su Repubblica: “Un team di giovani ricercatori, un leader mondiale come Rino Rappuoli. Così nelle campagne toscane nasce una nuova terapia contro il Covid”.

Sinora si sapeva che il governo, attraverso il ministro della Salute Speranza, aveva firmato un accordo europeo per il vaccino prodotto da AstraZeneca. Non più tardi del 6 settembre Speranza aveva ripetuto: “Abbiamo un contratto con AstraZeneca, che produce il cosiddetto candidato vaccino Oxford il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni, e se dovesse andar bene le prime dosi ci saranno consegnate già alla fine dell’anno”.

Poi, una settimana dopo è arrivato Arcuri che ha lanciato il vaccino di TLS (Fondazione Toscana Life Sciences), che gode del sostegno di tutta la Toscana politica dominante, con le sue propaggini. Infatti i fondatori di TLS sono la Regione Toscana, la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi di Siena; la Provincia di Siena; le Università di Siena, Pisa e Firenze; le Scuole di alta formazione Sant’Anna e Normale di Pisa e l’Istituto di alti studi Imt di Lucca; l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, il Comune e la Camera di Commercio di Siena.

Ormai Arcuri è sempre più un super potere, che con le sue procedure straordinarie, in deroga a ogni legge, si lancia in operazioni di ogni tipo, a favore di chi vuole lui, fuori da ogni controllo.

Dopo il fallimento su banchi e mascherine, ora è il momento giusto per montare la panna della via nacional a la vaccination. Il modello cubano vince sempre.