Un segno politico vero, concreto, di dialogo fra il mondo di Israele e il mondo Arabo

Confesso che l’ultima volta che sono stato in Israele la sensazione, a pelle, fu nettissima. Qualcuno il dialogo non lo vuole proprio. Tradotto in soldoni: un pezzo di Blocco Palestinese e un pezzo di Blocco Israeliano vivono, prosperano, fanno business sulla tensione. Non c’entra nulla la geopolitica, i “valori”, la “civilizzazione”. C’entrano invece molto altri valori: materialmente il filo spinato, le armi, i droni, l’intelligence, i muri, i tunnel sotterranei, i razzi sono un indotto colossale, sono occupazione, sono profitto. Di violenza, di morte, ma sempre profitto. Perciò da anni speravo in un segno politico vero, concreto, di dialogo fra il mondo di Israele e il mondo Arabo. E mille critiche, accuse di strumentalità, dietrologie si possono fare sull’accordo fra Israele ed Emirati Arabi Uniti che sarà firmato il 15 Settembre, fra cinque giorni, alla Casa Bianca. Ma per me è una grande notizia. Tutto il mondo Arabo non è Teheran. Tutta Israele non è l’oltranzismo fine a sè stesso che rifiuta la lezione di Moshe Dayan : “Se vuoi fare la pace, non è con i tuoi amici ma con i tuoi nemici che devi parlare”.

Giovanni Negri