ARCURI: 2 MILIARDI DI APPALTI VINTI DA IGNOTI. OPENPOLIS LO DENUNCIA.

Era stato nominato a metà marzo per garantire l’approvvigionamento del materiale sanitario necessario a fronteggiare l’emergenza Covid e per garantire la regolare riapertura dell’anno scolastico. Ora l’emergenza è diventato lui, con i suoi fallimenti su ogni cosa di cui si occupa, dalle mascherine ai tamponi, dall’app Immuni alla catastrofica riapertura delle scuole.

Ormai il commissario straordinario Domenico Arcuri rappresenta un’emergenza democratica, asserragliato com’è nel suo doppio fortino della Protezione civile e di Invitalia, da dove erige muri di segreti sempre più alti, per impedire a chiunque di vedere i contratti che ha stipulato, con chi, per cosa e a che prezzo.

Tutto inaccessibile, come denuncia oggi anche la Fondazione Openpolis, che ha fatto richiesta di accesso agli atti sui contratti pubblici stipulati durante l’emergenza, ottenendo dal Arcuri un diniego, ribadito anche dopo la richiesta di riesame. Rifiuto motivato con giustificazioni che Openpolis definisce “inaccettabili” e anche in contraddizione con una recente sentenza del Consiglio di stato. Ciò nonostante Arcuri insiste, con un solo scopo secondo Openpolis: “prendere tempo, forte del fatto che i costi per le richieste e i ricorsi sono interamente a carico del cittadino. Si tratta di un tipo di spese che, per i singoli e per le organizzazioni senza grandi risorse, sono difficilmente sostenibili”.

Openpolis annuncia che andrà avanti sia in sede giudiziaria sia con la denuncia pubblica, oltre che con il suo Osservatorio sui bandi di gara delle amministrazioni pubbliche per l’emergenza Covid., da cui risulta che fino al 17 luglio il commissario Arcuri ha gestito appalti pari a 2,2 miliardi, di cui 1,8 riguardanti procedure negoziate. Per l’83% di questi importi, i bandi del commissario straordinario si sono chiusi «con esito sconosciuto».

Ora, agli oggetti sconosciuti si aggiunge anche l’appalto miliardario dei banchi scolastici, sul cui costo e sugli 11 vincitori Arcuri ha imposto il segreto. Solo di un vincitore si è saputo per vie traverse il nome e il costo dei banchi. Tutto era così incredibile che, una volta diventato di dominio pubblico, Arcuri ha dovuto rompere immediatamente il contratto appena stipulato.

Cos’altro di impresentabile nasconde Arcuri? Chi lo sta proteggendo in questa torbida operazione di occultamento della verità? Perché il Presidente Mattarella, invece di farci saper che segue con ansia crescente la riapertura delle scuole, non piccona con una richiesta di trasparenza il muro di omertà che protegge Arcuri?