MATTARELLA ANSIOSO? NON HA CHE DA SCOPERCHIARE IL VASO DI PANDORA 

L’operazione Riapertura Scuole 2020 rischia di essere una delle più torbide, meno trasparenti, irregolari operazioni mai compiute nella pur tormentata storia dell’Italia del Dopoguerra. E la sbandierata “Ansia del Quirinale” altro non fa che suggellare e rendere ancora più oscuro quello che è un vaso di Pandora di inefficienza, sciatteria, incapacità e loschi affari.

In sintesi: a sette giorni dalla fatidica campanella sono 250.000 le cattedre scoperte. I presidi romani scrivono alla Regione Lazio: “Non siamo pronti. Meglio rinviare l’apertura della scuola al 24 settembre”. Oltre a metà dei supplenti da nominare, mancano i banchi monoposti assicurati dal commissario straordinario Domenico Arcuri, in molte scuole i banchi doppi dichiarati inadatti a garantire il distanziamento sono già stati eliminati ma quelli nuovi non sono arrivati. Per gli studenti restano solo le sedie.

Se davvero il Quirinale guardasse “con ansia crescente” a questo sfacelo, altro Mattarella non avrebbe da fare che scoperchiare e finalmente rendere trasparente il vaso di Pandora nel quale da mesi opera e rimesta le mani il commissario Arcuri, muovendosi al di sopra e al di fuori di ogni regola , prima nel campo della sanità  e ora in quello della scuola.  Cosa vieta a Mattarella di chiedere – se necessario pubblicamente – che i contratti stipulati da Arcuri siano immediatamente resi pubblici? Cosa gli impedisce di esigere che i contratti, a cominciare da quelli miliardari riguardanti proprio i banchi scolastici, siano finalmente pubblici e noti con i nomi dei vincitori dei medesimi? Invece no. L’ansia di Mattarella copre solo il silenzio omertoso che circonda un bando di gara modificato in corso d’opera, e i nomi delle 11 aziende vincitrici ancora coperti dal segreto.  Il solo nome trapelato è quello di una sconosciuta ditta di Ostia, che non ha mai operato nel settore degli arredi scolastici, che ha un solo dipendente e neppure un telefono nè sito web, il cui contratto è stato rescisso dopo che è diventato pubblico. Le altre dieci ditte vincitrici sono fantasma anche loro?

“Ansia crescente” dovrebbe inoltre suscitare in Mattarella il fatto che Arcuri, che da ben 13 anni ne è l’inamovibile amministratore delegato, consideri Invitalia come un proprio feudo privato al suo servizio.

Non si spiega altrimenti perché Invitalia dedichi una sezione del proprio sito al commissario straordinario, che non è stato nominato a questo incarico in quanto amministratore delegato di Invitalia, e perché pubblichi comunicati di questo tenore:

“Arcuri su La 7: «Ecco i quattro strumenti per far ripartire le scuole in sicurezza». Guarda l’intervista del commissario straordinario nel corso del programma In Onda”;

“Banchi: conclusa la consegna a Codogno, Nembro e Alzano. Da lunedì 31 agosto in arrivo a Bergamo, Brescia, Piacenza, Treviso e Bolzano”;

“Arcuri al Tg1: «Abbiamo visto un bell’esempio di uno Stato che collabora in tutte le sue componenti». Il commissario è intervenuto in occasione della consegna dei primi banchi monoposto”;

“Lettera del Commissario Arcuri ai dirigenti scolastici. 11 milioni di mascherine al giorno per studenti e personale docente e non docente. Misura che non ha eguali in nessun Paese del mondo”;

“Da Bolzano a Casal di Principe, prosegue la consegna dei banchi monoposto. La fornitura da parte del Commissario all’emergenza Arcuri comprende anche mascherine chirurgiche e gel igienizzante”.

Non solo, Invitalia passa ai giornali anche note stampa che non vengono pubblicate sul sito. Insomma, un vero ufficio stampa e propaganda del commissario Arcuri curato da Invitalia, Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del ministero dell’Economia e pagato ovviamente dal contribuente.

Tutto questo mentre sul sito del governo, nelle pagine del commissario straordinario, di questi comunicati non c’è traccia, come non c’è traccia di tanto altro.

Va tutto bene? È tutto regolare?  No. Non va bene niente. Non è regolare nulla. E Mattarella, anzichè lanciare lamenti di Ansia Crescente, eserciti le proprie funzioni e responsabilità, permettendo che sull’Operazione Riapertura Scuole irrompa quella verità e quella trasparenza del tutto assenti, senza alcun rispetto per famiglie, studenti, insegnanti.