LA SFIDA DI POMIGLIANO

Nel corso dell’apertura della campagna elettorale nella “sua” città, Pomigliano d’Arco, Luigi Di Maio, nella sua pomposa veste di ministro del governo in carica, ha esplicitamente detto che se alle elezioni comunali dovesse vincere il candidato sindaco della coalizione PD-5Stelle, il governo e lui stesso faranno avere cospicui finanziamenti alla città.

Un’affermazione del genere non si sentiva a Pomigliano d’Arco dai tempi della “gloriosa” DC demitiana, scottiana, o del “opportunissimo” PSI dell’ex ministro Signorile. Un’affermazione che trova fondamento nella necessità di una vittoria di Di Maio nella principale città del suo collegio elettorale, la città che ha dato i natali a tutti i suoi “cumpagnielli” felicemente approdati a ruoli di rilievo sia in ambito governativo che in consigli di amministrazione di partecipate statali. Un’affermazione che, tuttavia, nasconde palesemente il timore della débâcle che può essere esorcizzato solo con la classica promessa elettoralistica, che ha, però, come punto debole un elemento insormontabile: con quali soldi, in base a quali leggi, nell’ambito di quale progettualità?

Se dovesse essere la stessa progettualità culturale a cui si è ispirata qualche giorno fa la ministra piddina De Micheli circa la costruzione del ponte sullo Stretto corredato da “piste ciclabili”, è evidente che mai coalizione può essere più profeta di sciagure come quella fra Pd e 5stelle.

Pomigliano d’Arco ha vissuto nell’ultimo decennio una stagione se non felice, abbastanza efficace sotto il profilo amministrativo, con un sindaco ed una coalizione di centro destra che hanno invertito la rotta di decenni di amministrazioni di sinistra che avevano consegnato la città ad un degrado sostanziale sempre maggiore, privilegiando un rapporto con il mondo industriale, produttivo e del lavoro in generale basato su modalità di approccio vetero comuniste e con quella parte di sindacato ideologizzato, quasi sempre minoritario all’interno delle grandi industrie pomiglianesi, come l’ex Fiat, oggi FCA, l’Avio, Leonardo ecc… Un approccio il cui contrasto ha prodotto un modello di amministrazione forse unico nell’area metropolitana di Napoli e nell’intero Mezzogiorno.

Oggi, a causa di velleità tipiche dell’“uomo solo al comando”, interne alla coalizione uscente, il centro destra si è visto costretto a riformarsi in positivo, scegliendo un candidato sindaco di provata esperienza amministrativa ed una squadra che, oltre ad alcune liste civiche, vede la partecipazione di due partiti nazionali, l’UDC e soprattutto Fratelli d’Italia, con cui si è ritenuto di verificare l’effettiva direzione verso una destra finalmente laica e liberale, lontana il più possibile dai vecchi modelli statalisti.

L’obiettivo è quello di rafforzare ancora di più l’esperienza amministrativa che ha caratterizzato Pomigliano d’Arco nell’ultimo decennio, migliorando servizi, raggiungendo le periferie ancora per lo più degradate, riformando una fiscalità locale favorendo un abbassamento delle aliquote Imu, Tari e Tasi con un corrispettivo taglio di sprechi, migliorando la qualità dell’ambiente che, purtroppo, vede ancora la città con i più alti indici di PM10, garantendo una gestione della distribuzione idrica che riesca a superare i continui disservizi che provocano non pochi danni ai cittadini.

Se il modello di sviluppo proposto dalla coalizione Pd-5stelle è racchiuso nelle parole della ministra De Micheli, con le piste ciclabili sullo Stretto, allora Pomigliano ed i pomiglianesi, che pure patiscono una rete di piste ciclabili che per agibilità e supporto alla viabilità appaiono decisamente fuori dai canoni, se non addirittura deleterie rispetto allo scopo, capiranno qual è la reale posta in gioco e allora tutti il 20 e 21 settembre scenderanno in campo per migliorare la città e difenderla dall’assalto dei nullafacenti, degli incapaci e di coloro che fondano la propria sopravvivenza sulle promesse fasulle del pomiglianese Di Maio, promesse ( …se ci votate vi daremo i soldi…) che tecnicamente non possono che configurarsi come voto di scambio. Esattamente alla stregua dei propri predecessori democristiani e socialisti della prima Repubblica.

Giovanni Passariello
(Candidato al Consiglio Comunale di Pomigliano d’Arco nella lista Fratelli d’Italia, con sindaco Maurizio Caiazzo)