CONTE HA MENTITO, IL CTS NON SUGGERI’ LA CHIUSURA DELLE SCUOLE IN TUTTA ITALIA

“Abbiamo sempre agito sulla base delle valutazioni del Comitato tecnico-scientifico, scegliendo sempre la linea della trasparenza, la linea della verità.”. Così disse Giuseppe Conte il 4 marzo, in una diretta video, in cui annunciava la chiusura delle scuole e delle università in tutta Italia.

Conte mentiva. Oggi sono stati resi pubblici i verbali del Comitato tecnico-scientifico (Cts) fino al 21 luglio e risulta che quello stesso 4 marzo il Cts sosteneva che “Non esistono attualmente dati che indirizzino inconfutabilmente sull’utilità di chiusura delle scuole indipendentemente dalla situazione epidemiologica locale. Alcuni modelli predittivi indicano che la chiusura delle scuole potrebbe garantire una limitata riduzione nella diffusione dell’infezione virale”. “Le scelte di chiusura dovrebbero essere proporzionali alla diffusione dell’infezione virale”.

Ma il governo decise di chiudere scuole e università dappertutto e annunciò che la chiusura sarebbe stata dal 5 al 15 marzo. Un’altra decisione in contrasto con il parere del Cts, alle cui indicazioni Conte diceva di attenersi e di essersi sempre attenuto. Infatti, il 4 marzo il Cts sosteneva che “un’eventuale chiusura delle scuole è stimata essere efficace solo se di durata prolungata” E difatti da allora le scuole sono rimaste chiuse, ma facendo via credere che potessero essere riaperte il 15 marzo, poi il 3 aprile, poi il 18 maggio. Alla faccia della linea della trasparenza e della verità.

Ora si capisce perché il governo ha tentato in tutti i modi, anche in tribunale, di impedire la diffusione dei verbali del Cts, paventando addirittura rischi per l’ordine pubblico. Conte nelle sue tante dirette di quelle settimane ha ripetutamente mentito, quando raccontava che le sue decisioni erano guidate dalla scienza. Non è stato così neppure quando fu deciso il lockdown in tutta Italia, mentre il Cts suggeriva l’istituzione di zone rosse dove c’era un’emergenza epidemiologica, come nella bergamasca.

Il governo aveva tutto il diritto di decidere in autonomia, senza essere esecutore del Cts. Quel che è gravissimo è che il presidente del Consiglio abbia mentito spudoratamente, nascondendosi dietro pareri scientifici che non esistevano e che suggerivano il contrario di quel che il governo decideva.

Un presidente del Consiglio che ha mentito agli italiani, rivolgendosi loro in diretta video nel pieno di una pandemia, non può essere più creduto su nulla. Sarebbe lecito attendersi che il presidente della Repubblica abbia già convocato il presidente del Consiglio al Quirinale, facendogli presente l’insostenibilità di una sua permanenza a Palazzo Chigi.