FOLLI E SALVINI, IL NO E IL SÌ SBAGLIATI

Fa bene oggi Stefano Folli a ricordare uno degli ultimi interventi pubblici di Marco Pannella, che avvertiva come il taglio dei parlamentari avrebbe prodotto come grave conseguenza la completa distruzione del rapporto tra elettore ed eletto. Per questo non c’è dubbio sul NO ad una riforma demagogica, ispirata dall’antiparlamentarismo dei grillini, dietro cui si sono accodati per miope opportunismo quasi tutti i partiti.

Ma Pannella, nella sua lunga battaglia, ha sempre sostenuto che è il sistema elettorale maggioritario uninominale all’inglese che può garantire il rapporto tra elettore ed eletto, dando all’elettore la forza di controllare il proprio eletto. Non dal fatto che i parlamentari siano tanti o pochi, che lo sbarramento di una legge elettorale proporzionale sia al 3 o al 5 per cento.

Come spiegava già nel 1986, il maggioritario all’inglese consentirebbe di “distruggere la partitocrazia, la degenerazione della politica, la logica di spartizione”, mentre i partiti “dovrebbero modificarsi, riformarsi, cambiare, semplificarsi; vivrebbero, insomma, mentre ora sopravvivono, e male, a loro stessi”.

Non c’è dubbio che Pannella sarebbe stato per il NO, ma non certo in difesa dell’esistente. Non è azzardato ipotizzare che avrebbe anzi lanciato contemporaneamente una grande battaglia nonviolenta per il maggioritario uninominale, su cui le Regioni governate dal centro destra avevano richiesto un referendum abrogativo, ideato dalla Lega e poi bocciato dalla Corte costituzionale, giusto un anno fa. Purtroppo quella battaglia è stata abbandonata dalla Lega, che oggi si schiera per il SÌ, anche contro il diffuso sentire dei leghisti, senza controproposte.

Caro Folli, hai ben ragione a ricordare il NO di Pannella al taglio dei parlamentari, ma a quanto scrivi va aggiunto un “Emendamento Pannella”: Uninominale secco all’inglese.

Caro Salvini, quando dici SI, noi non diciamo che in linea di principio ridurre il numero dei parlamentari è un reato. Non è questo il punto. Il problema è quello della rappresentanza e su questo ti sei dimenticato la tua battaglia di un anno fa con le Regioni e non hai fatto quel che Pannella, a cui Giorgetti si era ispirato proponendo il referendum un anno fa, fece e probabilmente avrebbe fatto: uno sciopero della fame e della sete, si sarebbe incatenato, avrebbe fatto casino, reso virali post con “Processa anche me”, “Incatena anche me”, “Digiuna anche me”. Quel che tu, Salvini, non hai fatto.

Quindi. Folli, emenda il NO ! Salvini, emenda il SÌ !

È questo il voto della Marianna. NO emendato, SÌ emendato. Maggioritario uninominale secco all’inglese !