È INIZIATA LA REALTÀ

Dopo mesi di dirette facebook notturne, scorpacciate di Dpcm e passerelle agli Stati Generali del Casino del Bel Respiro, ecco che implacabile irrompe la realtà. Ed è subito panico.

Nonostante il proliferare incontrollato di task force e comitati tecnico scientifici, dopo quasi sei mesi di chiusura delle scuole il governo non solo non sa ancora come riaprirle ma neppure come portarvi gli studenti. L’ultima trovata è quello di allargare ai compagni di classe e di bus la ridicola categoria dei “congiunti”, inventata in primavera dalla nuova casta della burocrazia sanitaria.

Sei mesi a discutere di distanziamento, metro più metro meno, dalle “rime buccali” o dai banchi, mascherine sì o no, banchi doppi o singoli, con o senza rotelle, misurazione della febbre a casa o a scuola, divisori rigidi o morbidi, classi smembrate o no, lezioni al cinema o a teatro o al museo, didattica a distanza un po’ sì e un po’ no.

Ma ora mancano due settimane e il fallimento è sotto gli occhi di milioni di studenti e famiglie. Diventa evidente a tutti che per sei mesi il duo Conte&Casalino ha allestito null’altro che un lungo reality show, in cui Palazzo Chigi era solo un palcoscenico in cui nulla accadeva davvero. Sei mesi senza provvedere neppure a uno scuolabus. La finzione assoluta di un governo inesistente, popolato di comparse da strada.

E ora spunta la soluzione regina di questo modo di non governare: rinviare l’apertura delle scuole al 24 settembre, dopo elezioni e referendum, che non si sono voluti fare in luglio, a scuole chiuse. Sette mesi di sospensione delle lezioni, della cui gravità solo un governo ignorante di tutto, a cominciare dai propri doveri e responsabilità, non riesce a rendersi conto.