Quel che il Financial Times sottovaluta

 

La stampa inglese dedica sempre più attenzione all’Italia. La ragione è ben riassunta da un’intera, recente pagina del Financial Times. La tesi è grosso modo questa : per la prima volta da un decennio la Merkel ha capito che o ribaltava la sua politica o la UE sarebbe crollata come un castello di carte. Di qui la decisione di mettere in campo dei soldi, che tuttavia se non spesi si tradurranno comunque in un fallimento: e l’Italia – come il caso dell’ Aquila dimostra – non sa spendere i soldi, nè con un Governo Berlusconi nè con un Governo Renzi e tanto meno con il Governo Giuseppi Arcuri. La UE, quindi, rischia di perire in Italia. La tesi è anche condivisibile, non fosse che sottovaluta almeno altri due fattori : 1) I tempi della UE spostano di fatto gli eventuali finanziamenti al 2022 , quando la condizione socio-economica dell’Italia sarà già rovinosa da mesi, e l’Italia da qui ad allora non ha alcuna risorsa nè alcuna riserva , se non un disperato ricorso al MES per pagarsi le casse integrazioni 2) La Governance della UE fa sì che l’Italia, il suo governo, il suo rapporto con i soldi altrui diventino un continuo strumento di ricatto a disposizione di ciascuno dei 27 paesi chiamati ad approvare il Recovery Fund. Un esempio per tutti: l’ Olanda è redarguita da Bruxelles perchè portofranco fiscale ? Bene, o si tira indietro il rimprovero oppure non votiamo e facciamo saltare il Recovery Fund . E così via per tutti, dalla Polonia all’Irlanda. Il via libera al Recovery Fund sarà insomma merce di baratto politico e di esasperanti trattative all’interno della UE, rendendo ciò che oggi appare una passeggiata un vero e proprio calvario, destinato a sfociare nel nulla.

Giovanni Negri