LA BANDA DEL BANCO

Mentre sul Governo di Giuseppi Casalino piovono le stroncature dei giuristi di ogni scuola e orizzonte – visto che l’odierna e da dimostrare “emergenza sanitaria” è comunque del tutto estranea allo Stato di Emergenza così come è stato prorogato – prendono forma sospetti che anche nella stessa maggioranza moltiplicano le proteste per la mossa di quel “partito nel partito” che è ormai rappresentato dalle Task Forces di Conte. Task Forces, tecnici, presunti esperti, boiardi di stato all’assalto della torta pubblica che non sono direttamente legati al Pd, non sono neanche 5 Stelle, ma vivono e prosperano dell’emergenza Covid che silenzia tutti, l’ opinione pubblica e le stesse forze politiche.
Sicchè appare sempre più scoperta la finalità dell’Emergenza: mantenere quel clima di allarme che ha nutrito tutte le mosse dell’esecutivo dal marzo scorso in poi, lasciando libero campo per poter governare e sgovernare a piacimento un Paese impaurito, sotto botta per la paura del virus e sotto choc per l’incertezza economica. La condizione psicologica e subordinata del “cittadino in emergenza” è stata poi lenita , ridotta a stato onirico poco più accettabile dalle colossali dosi di iniezioni mediatiche legate al Recovery Fund e al suo messaggio quasi esplicito: abbiate pazienza, saremo tutti ricchi.

Con l’andare però verso l’autunno il disastro sociale torna a bussare prepotentemente alle porte. Ecco allora l’indispensabile ruolo dello Stato di Emergenza, dei suoi Dcpm, dell’utilità di imporre un clima politico da prosecuzione del coprifuoco. E poco importa che all’ economia sarebbe indispensabile un clima esattamente opposto, per cimentarsi con una dura ripresa. No : al Partito delle Task Forces interessava altro, così come interessano gli Stati Generali di Villa Pamphili e la copertura del Quirinale ben più che il Parlamento. Ed ecco che diventano realtà – fino praticamente ai Santi , a un pugno di settimane da Natale – una pioggia di Utilities sotto forma di provvedimenti.
Dall’allestimento e dalla gestione delle strutture temporanee per assistere persone risultate positive e ammalate, al noleggio delle navi per la sorveglianza sanitaria dei migranti, dall’impiego dei volontari della Protezione civile al reclutamento e alla gestione di task force di personale sanitario a supporto delle strutture regionali e degli istituti penitenziari, sino al benemerito Smart working che già lascia intravedere realtà produttive (o improduttive) da brivido nella pubblica amministrazione. Ma soprattutto, in questo elenco di provvedimenti prorogati, praticamente eternati sino all’ultima traccia o fantasma di virus, c’è forse la più prepotente ragione fondante dell’ Emergenza prorogata. Che testualmente recita : “Il commissario Domenico Arcuri potrà acquisire tutto il necessario (dai banchi alle mascherine) per la ripresa delle scuole evitando gli appalti”. Ecco, è forse questo il nome più adatto alle Task Forces di Giuseppi e alla loro agognata Emergenza. La Banda del Banco.