TELENOVELA GENTILONI ALLA MOVIOLA

Ora che la partita a Bruxelles è finita, “Er Moviola”, come lo chiamano a Roma, racconta a Repubblica la verità: “Le erogazioni del Recovery Fund inizieranno nella seconda parte del 2021 ad eccezione di un 10% che verrà anticipato con l’approvazione del Piano”.

È lo stesso Paolo Gentiloni che il 24 aprile diceva a Radio Anch’io: “Bisogna fare presto, perché i soldi non servono tra due anni ma subito”. Che due giorni dopo da Lucia Annunziata ribadiva: il Recovery Fund “deve arrivare ora” e “per ora intendo entro la fine dell’estate, metà settembre”. E per farlo capire ad Angela Merkel lo diceva anche al tedesco Der Spiegel: “Non possiamo aspettare che il virus se ne vada prima di avviare la ricostruzione. Deve iniziare ora, in primavera, massimo entro l’estate”. E che ancora il 9 maggio, a Repubblica ammoniva che “è necessario che il piano diventi operativo il più presto possibile, senza aspettare il 2021”.

La primavera l’abbiamo salutata, in piena estate ci siamo ma ora Gentiloni ci dice che l’estate buona sarà la prossima, quella del 2021. Sempre che tutto fili liscio, perché come gli ricorda oggi Repubblica c’è la possibilità che durante il processo di ratifica qualche parlamento nazionale o un referendum blocchi tutto. Ma Er Moviola è “fiducioso”. E di questo bisogna accontentarsi, perché Gentiloni vuol dire fiducia.

Sempre quel Gentiloni che il 26 aprile da Lucia Annunziata diceva che “una dimensione ragionevole” del Recovery Fund “sarebbe attorno ai 1500 miliardi”. Ma che il 9 maggio, in un’intervista a La Stampa, era già sceso di un terzo ma con la stessa urgenza: serve un “Recovery Fund da almeno 1.000 miliardi con fondi a disposizione già dai prossimi mesi”.

Ciao Core! Oggi Er Moviola ci spiega che “Il pacchetto è composto da 390 miliardi del Recovery di aiuti a fondo perso, 360 miliardi di prestiti sempre del Recovery e poi dai crediti agevolati del Mes e di Sure, rispettivamente fino a 240 e 100 miliardi. In tutto 700 miliardi di prestiti”. Con tanti saluti ai 1500 miliardi del Recovery Fund del 26 aprile.

E quindi che fare? “L’Italia prenda il Mes, conviene”, dice oggi Gentiloni a Repubblica. Lo stesso giornale a cui il 9 maggio aveva spiegato che il Mes è “uno strumento molto vantaggioso per i 6-7 paesi che hanno un tasso di interesse elevato, tra cui l’Italia”, “uno strumento accessibile a tutti e senza condizioni”. È stato talmente convincente che solo Cipro (1,17 milioni di abitanti) gli ha dato retta. Spagna, Portogallo, Francia, Grecia hanno risposto “No, grazie” sia a lui che al petulante Giuseppi.

Così finisce la Telenovela Gentiloni. Ieri sera eravamo ricchissimi, l’altro ieri sera dei Paperoni, i soldi erano già arrivati, in cassa, praticamente spesi. Ed ecco che…. per ora ne parliamo ad agosto 2021. Che diventerà Gennaio 2022. Se Rutte, una frugale o uno sparso fra 27 non si sarà alzato a dire: Nun me Piace. Allora arriverà puntuale lui, più veloce della luce, ad ammonire: Basta tergiversare, bisogna fare presto, subito, entro l’estate del 2023. Che intanto c’è il Mes, conviene.