IL MURO DI PECHINO. E QUELLO DI ROMA & BERLINO

Ecco il primo, vero Dopo-Covid. L’escalation degli ultimi tre giorni ha sancito, da Londra a Washington, l’equiparazione del regime cinese a un regime capace di orrori e violenze conosciuti solo con il nazismo. Per capirci: non è la Fox trumpiana o i pochi media Usa impegnati nella campagna presidenziale pro Donald , ma è la Bbc a raccontare i campi di concentramento degli Uiguri, le sterilizzazioni forzate, le condizioni di detenzione mostruose, le vere origini tanto dei virus trasformati in armi globali quanto delle mascherine rivendute nel mondo e fabbricate nei nuovi lager. E sono la Bbc, il New York Times, le riviste scientifiche a farlo chiamando in causa i Mandarini intoccabili protagonisti dell’ Era del Covid, e chiamando a rispondere in diretta tv l’ambasciatore cinese Liu Xiaoming che nega come solo Goebbels avrebbe potuto negarli i video, le immagini, i documenti.

L’Occidente ha (finalmente, dopo aver colpevolmente chiuso occhi e orecchie per tutelare i propri interessi) scoperto che il nuovo orizzonte di un mondo libero deve fare prima di tutto i conti con il Muro di Pechino, con ciò che prospera nella sua ombra. Ed ecco l’appello ai cinesi a liberarsi dell’imperialismo comunista, la cittadinanza offerta a tre milioni di donne e uomini di Hong Kong, la solidarietà a Taiwan, la grande attenzione alle manovre militari cinesi nelle isole del Pacifico. Ed ecco l’appello di Chris Patten, già Commissario UE ed ultimo governatore britannico di Hong Kong: “Solo un fronte unito democratico, che persegua un ordine mondiale che rispetti la Rule of law, può fare la differenza. Quando ero Commissario europeo alle Relazioni esterne tutto era basato su valori e diritti, non sul commercio. Dove sono ora quei valori europei?”.

Ma l’appello di Patten oggi si scontra con un grande Muro di Silenzio, un nuovo muro di Berlino. Quello di una UE che con la Presidenza Merkel ha annunciato di essere “terza”,”equidistante”, di fatto “neutralista e pacifista”. E’ il Muro dei Grillo che “in Xinjiang va tutto bene”, dei Di Maio che “sono affari interni cinesi”, delle preziose Vie della Seta. Così il Muro di Pechino si specchia nel muro del silenzio di Roma e di Berlino . Di nuovo insieme, affini, dipendenti una dall’altra. Roma & Berlino.

Giovanni Negri