L’UE LASCIA LONDRA SOLA CONTRO LA DITTATURA DI PECHINO

Angela Merkel si appresta a utilizzare il semestre di presidenza tedesca della Ue per posizionare l’Unione europea in modo equidistante da Usa e Cina, mentre Berlino continua a fare i suoi affari con la Russia realizzando il gasdotto North Stream 2. La Gran Bretagna, invece, ha annunciato ieri la sospensione del trattato di estradizione verso Hong Kong, dopo che aveva già offerto la cittadinanza britannica a tre milioni di residenti di Hong Kong in seguito alla legge liberticida sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina sull’ex colonia britannica, e ha bandito Huawei dallo sviluppo della rete di telecomunicazioni 5G.

E mentre in Italia l’ambasciatore cinese è abituato a fare visita agli uffici di Casaleggio e a ricevere quelle di Beppe Grillo, in Gran Bretagna l’ambasciatore Liu Xiaoming è stato messo sotto torchio dalla BBC sulla persecuzione della minoranza etnico-religiosa degli uiguri nella regione cinese dello Xinjiang. Una scena impensabile sui media italiani. All’ambasciatore di Pechino sono state fatte vedere le immagini catturate da un drone, in cui si vedono centinaia di persone inginocchiate e incatenate tra loro con le mani legate dietro alla schiena, rasate e bendate, prima di essere costrette a salire su un treno nella regione dello Xinjiang. L’ambasciatore cinese ha saputo solo obiettare più volte “Non so dove abbiate preso queste immagini”, negando che in Cina ci siano campi di concentramento e parlando di un normale trasferimento di detenuti, come avviene in ogni paese.

Esattamente quel che aveva scritto il Blog di Beppe Grillo: nello Xinjiang va tutto bene, non c’è alcuna repressione di Pechino contro i musulmani uiguri e in Occidente è in corso “una campagna mediatica sui diritti umani volta a screditare l’operato del governo cinese”.

Mentre Bruxelles balbetta e Roma tace, con la Brexit il Regno Unito di Boris Johnson ha smesso le vecchie prudenze e sudditanze nei confronti di Pechino, mettendosi a capofila nella difesa dei diritti umani.

Di fronte alle “mire sempre più asfissianti del dittatore Xi Jinping”, l’Ue non dovrebbe lasciare sola Londra in questa battaglia, ammonisce oggi su Repubblica Chris Patten, ultimo governatore britannico di Hong Kong. “Non possiamo fidarci della Cina, in alcun campo”, denuncia Patten: “Solo un fronte unito democratico, che persegua un ordine mondiale che rispetti la Rule of law, può fare la differenza.” “Quando ero Commissario europeo alle Relazioni esterne, tutto era basato su valori e diritti, non sul commercio. Dove sono ora quei valori europei?”

Parole destinate a scontrarsi contro il vigoroso e fermo silenzio di un’Europa equidistante da Washington come da Pechino, per la quale il diritto e la democrazia non sono più valori discriminanti. Perché per fare affari, Usa, Russia e Cina pari sono.