UNA FEBBRE DI MINISTRA

A chiudere le scuole ci ha messo un attimo. Poi è iniziato il balletto riapro-non riapro di aprile e maggio, poi gli esami di maturità in presenza o a distanza, scritti e orali o solo orali. Con il plexiglas – senza plexiglas, a classi smembrate e ingressi scaglionati, oppure no.

La ministra Azzolina ti lascia sempre con il dubbio se con lei si sia toccato il fondo o se sia possibile anche di peggio. Siccome mancano 40.000 aule, lei ti spiega che per fare scuola non è necessario andare a scuola, ma ci sono cinema, teatri, musei e tanta natura, dove sperimentare la sua nuova teoria degli imbuti. E poi dotte discussioni sul metro statico e il metro dinamico, concluse con la decisione di acquistare la bellezza di tre milioni di avveniristici nuovi banchi “monoposto”, colorati e con le ruote, al modico costo di quasi 300 euro l’uno, invece che i 50 euro di quelli tradizionali, dove hai lo spazio anche per mettere i vetusti libri e quaderni.

E per scegliere i nuovi arredi l’hanno commissariata con il commissario a tutto Domenico Arcuri, quello delle mascherine introvabili, dei tamponi senza reagenti, dell’app Immuni che nessuno vuole scaricare. Un’accoppiata di geni del fallimento.

E infatti la prima decisione che hanno partorito, insieme all’immancabile comitato tecnico-scientifico del ministro Speranza, è stata comunicata ieri dall’Azzolina in persona. Con 37,5 gradi di febbre a scuola non si entrerà. Ma la temperatura non sarà misurata a scuola, spetterà alle famiglie farlo ogni mattina. Così ha deciso il comitato centrale del comitato scientifico che tutto controlla.

E l’Azzolina esegue. Perché lei non parla per dire quel che il suo ministero fa o non fa. Lei è la ministra-mamma che ci dice quel che dobbiamo fare noi a casa nostra. Lei ci spiega come dobbiamo essere buoni studenti e bravi genitori, perché lei vuole “responsabilizzare le famiglie”. Lei fa parte del governo pedagogico, che ci vigila anche a colazione, a caccia dei furbetti del termometro. Azzolina, la mamma in cucina delle famiglie italiane.