GIUSEPPI UMILIA L’ITALIA IN EUROPA

Nel suo umiliante giro delle sette chiese europee con il piattino in mano, oggi Giuseppi è a Berlino da Angela Merkel. Ha cominciato da Lisbona e Madrid, chiedendo a Portogallo e Spagna di non lasciare sola l’Italia a chiedere i soldi del Mes e incassando due “No, grazie”. Anzi, il premier spagnolo Sanchez gli ha fatto anche la lezioncina: “Non ha nessun senso creare strumenti e poi aver vergogna di usarli”. Le stesse parole che gli aveva detto la Merkel al telefono qualche giorno prima.

Poi è volato nel paradiso fiscale olandese e si è sentito addirittura dettare dal premier Mark Rutte l’agenda per l’Italia: cancellare Quota 100 e riformare le pensioni. Da Vienna si è fatto vivo anche il premier austriaco, pur non essendo oggetto del pellegrinaggio contiano, che ha fatto sapere: “I soldi bisogna saperli spendere bene, non per i bonus vacanze”.

Non basta, perché ora i pasi cosiddetti frugali alzano ancor di più la posta e chiedono che condizioni e controllo sui soldi del Recovery Fund siano affidati non alla Commissione Ue ma al Consiglio europeo, con la possibilità che il 35% metta il veto. Insomma, neppure più formalmente il velo delle istituzioni Ue, ma esplicitamente gli altri governi che commissariano il governo italiano.

E Giuseppi con la faccia sempre più rossa e lo sguardo da pugile groggy, è capace solo di abbozzare. Un uomo solo, che da febbraio è in costante fuga dal voto del parlamento e della sua maggioranza. Debole, senza mandato parlamentare di cui farsi scudo, Giuseppi viene preso bellamente a sberle da chiunque, incapace di difendere la dignità del paese che dovrebbe rappresentare.

Quando si scappa dalla democrazia, dal voto popolare come da quello parlamentare, lasciando che un uomo mai eletto neppure all’amministrazione del proprio condominio assuma pieni poteri emergenziali fuori controllo, non si risolve alcun problema ma si creano solo i presupposti per infliggere gravi danni a tutto il paese.