LA PROFEZIA DI BETTINO

L’Associazione nazionale magistrati che espelle, senza neppure dargli la possibilità di parlare, il suo ex presidente Luca Palamara fa tornare alla mente Bettino Craxi che due settimane dopo l’arresto per tangenti di Mario Chiesa lo definì un “mariuolo isolato”, una “scheggia impazzita”. Poi arrivò Mani Pulite e il pool di magistrati milanesi abbattè la Prima Repubblica, sostituita con la Repubblica dei Giudici. Un Partito Unico, suddiviso in correnti di puro potere, mascherate da nobili correnti di pensiero, esattamente come i partiti che la furia giustizialista aveva eliminato.

Dopo oltre un quarto di secolo di potere assoluto di vita e di morte su ogni governo, ora i magistrati delle correnti si sbranano tra di loro. Il Csm nomina il nuovo Procuratore di Roma e subito due magistrati concorrenti ricorrono al Tar. Cantone viene nominato dal Csm Procuratore di Perugia, che indaga su Roma, e Davigo e Di Matteo gli contestano di non avere i titoli e di essere troppo fresco di nomina politica.

Nelle intercettazioni e chat di Palamara ci sono una cinquantina di magistrati, oltre che giornalisti, politici e umanità varia, e il terremoto della guerra intestina è dietro l’angolo. “Se io fossi Luca Palamara, conserverei con grande attenzione le chat di quando era presidente dell’Anm e parimenti conserverei le chat del periodo tra il 2014 e il 2018, quando era uno dei dominus del Csm”, gli ha suggerito oggi, prudentemente, Matteo Renzi. Manca solo l’avvertimento pubblico a stare attento ai caffè che beve.

Ormai non ci sono più regole che tengano, siamo all’antropofagia giudiziaria, a tutti contro Palamara e tutti contro tutti. E torna alla mente la profezia di Craxi: “Verrà il giorno in cui i giudici si arresteranno tra loro”. Ci siamo.