SCUSI MATTARELLA, CI SPIEGA?

Intorno al Presidente della Repubblica c’è un alone di ambiguità alimentato da quirinalisti che riportano sussurri, indiscrezioni, umori fatti di soddisfazione, scetticismo, irritazione e quant’altro che trapelano dagli “ambienti” del Quirinale e della Presidenza della Repubblica, in cui non è il Presidente che parla, ma non si sa chi sia al suo posto.

Chi è la Presidenza della Repubblica? Che entità astratta è? Cosa e chi sono gli ambienti del Quirinale?

Mattarella da due giorni lascia circolare l’indiscrezione secondo cui se cadesse questo governo non accetterebbe il formarsi di una nuova maggioranza. E perché in agosto ha consentito che ciò avvenisse e adesso non lo consentirebbe più? Cosa dice la Costituzione? Il Presidente è comunque tenuto ad accettare il formarsi di una nuova maggioranza o no? Perché adesso l’atteggiamento sarebbe diverso rispetto ad agosto?

Un politico di lungo corso come Sergio Mattarella – sette volte deputato, cinque volte ministro, una volta vicepresidente del Consiglio, avvocato, docente universitario, giudice della Corte Costituzionale e infine Presidente della Repubblica – come può non sapere che un titolo come questo – “Il Quirinale avvisa: no ad altre maggioranze in questa legislatura” – su uno dei due maggiori quotidiani politici italiani crea un fatto politico, se non viene smentito? Perché questa indiscrezione è stata fatta uscire in queste ore in cui c’è la minaccia che Renzi possa andare fino in fondo, e ribaltare quel che ha ribaltato in agosto? Chi risponde? Autorità impersonali come gli “ambienti del Quirinale” o “la Presidenza della Repubblica”? A chi dobbiamo chiedere per avere chiarimenti? Al Segretario generale del Quirinale? Al capo Ufficio stampa? È questa la trasparenza della massima istituzione dello Stato verso i cittadini?

L’indiscrezione fatta uscire dal “Quirinale” attraverso Repubblica è un segnale fatto calare sul mondo della politica nei giorni in cui serve puntellare una maggioranza a pezzi. Così si muove il Sagrestano. Lui non dice, preferisce far dire.

A due anni dalla fine di questo settennato cresce il desiderio di vedere al Quirinale una figura nuova, di chiari e affermati principi, che non si nasconde dal dichiararli e ribadirli quando è necessario. Un Presidente della Repubblica come Carlo Nordio.