AAA LIBERTARI CERCASI

Molti commentatori parlano dell’esigenza di una componente liberale a destra o centrista a sinistra come correttivi di una politica di pessima qualità. Ma è questo il vero problema? Più che di partitini liberali a noi pare manchino i Libertari, da una parte e dall’altra, intesi come coloro che credono che solo la libertà civile, politica, economica possa essere il vero motore di ricostruzione e di crescita per il Paese.

Prendete la Sinistra dell’accoglientismo buonista condito con dosi da cavallo di statalismo intrusivo, di assistenzialismo e di giustizialismo. Ha scelto di affidare la propria identità alla falsa gentilezza delle Sardine, quelle del sorriso contro l’odio ma anche del diritto di parlare ma non del diritto di essere ascoltati, cioè della censura, con la Polizia a sorvegliare la “sostenibilità democratica” di ciò che scriviamo sui social. Insomma, cuore tenero con il manganello dentro. Parlare di libertà da quelle parti è come bestemmiare.

E se si guarda a destra si trova un corpo politico che ignora il messaggio, la cultura e l’identità della religione della libertà, quella che parla al cervello e al cuore delle persone. Non la libertà generica ma quella concreta: la libertà di poter aprire un negozio, di poter fare qualcosa senza avere lo Stato che ti ansima sul collo e ti ostacola con la sua burocrazia, di non essere perseguitati se si apre una partita Iva, di non dover emigrare.

Tutte cose che Salvini può dire di aver fatto ma che poi vengono dimenticate quando si tratta di definire la propria identità, che si riduce ai porti chiusi e alla sicurezza, con le felpe, le divise, i citofoni, le madonne e i rosari. E se non c’è lui c’è la Meloni: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”. E mai il richiamo alla libertà.

Dov’è un progetto di crescita attraverso più libertà individuali e collettive? Non c’è: che si tratti di più disciplina o più accoglienza, di più assistenzialismo o più ordine, tutti i messaggi che arrivano dalla politica non contemplano alcun obiettivo di maggiore libertà di (iniziativa economica, di impresa, civile, politica) né di libertà da (burocrazia, Stato ostacolo, fisco ossessivo). Sono due schieramenti di uno status quo che è diventato palude.

Non è questione di creare nel centro-destra una componente laica e liberale. Certo che se di fronte all’egemonia delle Sardine, a chi apre i comizi con “non me l’ha data da 26 anni”, a chi citofona al tunisino e al tormentone di Giorgia, qualcuno volesse dar vita a un partito Libertario, seppur piccolo, non ci sentiremmo di criminalizzarlo. Però non è questa la nostra ansia. Il problema è più ampio, come si suole dire.