IL REFERENDUM , LA DESTRA E I MAGNIFICI DIECI

No, non c’è nulla di ripetitivo nella decisione dell’unico ed ultimo Potere Forte italiano (la Casta Togata) di cancellare con un colpo di spugna il referendum per il sistema elettorale all’inglese. Certo: per chi come il sottoscritto di referendum elettorali ne ha promossi almeno tre, assistere allo spettacolo della Cupola partitocratica costituitasi in Corte Costituzionale che compie l’ennesimo golpe al servizio di propri ed altrui interessi può non essere una novità. Ma in verità tutto è cambiato. E ciò che è accaduto ed ora può accadere ha caratteristiche del tutto diverse.

Mettiamola così: la Corte non ha preso a schiaffi 500mila signori che hanno firmato per un referendum, o un partito che lo ha promosso. La Corte ha preso a schiaffi la richiesta di dieci consigli regionali, di dieci poteri locali che ogni giorno amministrano i servizi che riguardano decine di milioni di italiani, forse non casualmente dieci poteri locali che con crescente insistenza reclamano non solo un diverso sistema politico ed elettorale , ma anche una autonomia finanziaria e fiscale.

A farla breve e a storicizzare la vicenda: non sono più i tempi dei pionieri radicali nell’Italia del primo debito pubblico, che da bravi protestanti promuovono il loro referendum un po’ eretico. Questi sono i tempi nei quali è il declino italiano, è una crisi economica senza precedenti, è il crollo del potere di acquisto, della sicurezza sociale, del diritto a lavorare e intraprendere ormai colpiti in profondità a spingere le Regioni, intere regioni, a reclamare nuove regole e nuova politica per potersi riprendere, potersi amministrare, poter dare delle risposte ai loro cittadini-elettori.

Ecco perché lo schiaffo della Cupola è uno schiaffo pericoloso: perché è uno schiaffo a un grande pezzo di Paese che chiedeva di votare per poter cambiare. Ma ecco perché – in qualche modo – questo schiaffo avrà comunque una risposta .
Quale risposta ? Questo è il vero punto.

Personalmente spero che la Destra, e segnatamente la Lega che ha voluto promuovere il referendum, non segua la Sinistra nell’arroccamento e nell’impotenza. Si lasci alla Sinistra il ruolo di chi vuole urlare e comandare con il 33% del voto degli italiani, di chi impedisce che si torni alle urne, di chi a colpi di Cupola straccia un referendum e pretende di riconsegnare l’Italia ai bei tempi del Proporzionale. Arroccarsi non serve, protestare e urlare e andare in piazza ancora meno. Serve , invece, un’iniziativa politica .

Ecco : io credo che da questa vicenda possa e debba nascere una sorta di Patto e di Partito dei Governatori. Loro, i dieci Governatori che volevano e vogliono un altro sistema elettorale e un altro sistema di autonomie finanziarie e fiscali, hanno ora la responsabilità di portare avanti un’istanza che nessuna Cupola potrà fermare per una ragione tragicamente semplice : perché non vi è altra, nessuna altra alternativa a un Declino altrimenti inesorabile.

Se i “magnifici dieci” chiamassero a raccolta gli stati generali di una nuova Coalizione elettorale pronta a impegnarsi – in caso fosse non solo Governo regionale ma anche nazionale – a introdurre esattamente il sistema elettorale proposto con il referendum, accompagnato da una profonda riforma fiscale e da una altrettanto profonda riforma della Giustizia (le due gambe senza le quali l’Italia non potrà rialzarsi e sarà condannata ad essere un Paese privo di qualsiasi investimento e qualsivoglia sviluppo) allora tutti i giochi cambierebbero.

Certo , per i talk show sarebbe una tristezza. Difficile trasformare quei dieci signori in dieci cow boys che urlano e sparano, Zaia non è Cilnt Eastwood e Cirio non è Terence Hill. Ancor più difficile abbandonare lo schemino degli stanchi talk show che oggi rinchiudono il teatrino politico a pochi e ripetitivi attori: da un lato la Sinistra del 33% arroccata ad invocare sempre e solo l’imperativo di “Cancellare Salvini”, dall’altro Meloni e Salvini che rischiano di logorarsi sino al 2023 in un’opposizione di pura protesta.

I Governatori e il loro referendum bocciato sono insomma una risorsa unica per la politica e per il Paese. Non accettino lo schiaffo ricevuto. Anziché lasciare raddoppino: noi al Governo faremmo questo sistema elettorale, e poi questo Fisco e questa Giustizia, e poi quest altro e quest altro ancora.
Non con lo spirito dei Gladiatori, ma con quello degli ottimi Amministratori di Condominio. Che sanno che salvare un Condominio e un Paese vuol dire dargli nuove regole certe e funzionanti, senza le quali il futuro è solo un buio pesto.

Giovanni Negri