TERRORIZZATI DAGLI ELETTORI

C’erano tante e solide ragioni giuridiche per ammettere alla consultazione popolare il referendum per un sistema maggioritario uninominale richiesto da otto regioni. Invece, ancora una volta, la Corte costituzionale ha deciso di sottrarre questa possibilità, favorendo gli interessi immediati dei partiti, impegnati a partorire l’ennesimo pasticcio che salvi un sistema ormai consunto: dal Mattarellum al Porcellum e poi all’Italicum e quindi al Rosatellum, ora verso il Germanicum.

Alle alchimie del Latinorum del sistema degli attuali partiti e partitini vecchi e nuovi c’era la proposta referendaria delle Regioni di chiamare gli elettori a scegliere un sistema semplice, chiaro: due tre partiti contrapposti in ogni collegio e chi prende più voti elegge il parlamentare.

Un sistema elettorale rivoluzionario nella sua semplicità, che avrebbe costretto tutti i partiti a cambiare, a rinnovarsi profondamente, a trovare un nuovo rapporto con gli elettori e a mettere in campo le scelte migliori, i candidati maggiormente in grado di vincere.

Niente. La Consulta ha ancora una volta scelto di proteggere l’esistente, di impedire un grande dibattito nel paese e di dare la parola agli elettori. Troppo grande il rischio che vincesse il SI. Un incubo. Solo che a forza di impedire agli elettori di esprimersi, i fantasmi che si vogliono allontanare rischiano sempre più di diventare realtà. Continuare a illudersi di poter far vivere una democrazia senza e contro gli elettori rischia di produrre rotture gravissime. E’ da irresponsabili.