L’EURODEPUTATO DESAPARECIDO E SASSOLI, L’HOMBRE VERTICAL

Vale la pena di seguire le date, per comprendere la genuflessione con doppio salto mortale carpiato e triplice avvitamento compiuta dal cosiddetto presidente del Parlamento europeo David Sassoli (Pd), uomo delle istituzioni tutto d’un pezzo, che verso sera comunicherà all’Europarlamento che il deputato indipendentista catalano Oriol Junqueras è decaduto dalla sua carica di parlamentare, senza che abbia mai potuto accedervi, perché così voleva e vuole Madrid.

27 maggio 2019 – In Spagna vengono eletti al Parlamento europeo tre indipendentisti catalani perseguiti dalla giustizia per aver collaborato a organizzare il referendum consultivo sull’indipendenza della Catalogna dell’ottobre 2017, vietato dal governo centrale di Madrid e represso dalla polizia. Due dei tre eletti – l’ex presidente del governo catalano Carles Puigdemont e l’ex-ministro catalano Toni Comin – sono rifugiati in Belgio e il processo a loro carico è stato sospeso perché per la legge spagnola non possono essere processati in contumacia. L’ex vicepresidente catalano Oriol Junqueras, invece, che è rimasto in Spagna, è in carcere in detenzione preventiva ed è in corso il processo a suo carico. La legge spagnola prevede che per entrare in carica i tre eurodeputati eletti debbano giurare sulla Costituzione del loro paese, recandosi fisicamente a Madrid. Puigdemont e Comin non ci vanno, perché sarebbero immediatamente arrestati, mentre a Junqueras viene negato il permesso di uscire dal carcere per andare a giurare. Risultato, la Spagna dichiara i tre seggi vacanti, in attesa del giuramento. Il presidente del Parlamento europeo piega docilmente la testa e dichiara a sua volta vacanti i tre seggi, che restano vuoti, e imitando il suo predecessore Antonio Tajani (Forza Italia) arriva a negare persino l’accesso ai palazzi dell’europarlamento a Puidgemont e Comin. Il Parlamento europeo tace.

14 ottobre 2019 – Oriol Junqueras viene condannato dal Tribunale Supremo spagnolo a 13 anni di carcere e ad altrettanti di privazione dei diritti civili.

19 dicembre 2019 – La Corte di giustizia europea accoglie il ricorso di Junqueras e stabilisce che l’elezione di un parlamentare europeo a suffragio universale non può essere subordinata all’adempimento di altre formalità a livello nazionale, come il giuramento. Dal momento in cui è eletto l’europarlamentare gode dell’immunità e spetta solo al Parlamento europeo eventualmente revocarla. Nel frattempo, ogni europarlamentare regolarmente eletto deve essere libero di viaggiare e partecipare alle sedute del Parlamento europeo, sin da quella iniziale.

20 dicembre 2019 – Il presidente Sassoli comunica all’Aula del Palamento europeo, senza ammettere alcun dibattito o richiamo al regolamento, che in seguito alla sentenza della Corte di giustizia Ue a Puidgemont e Comin è stato assegnato un “passi” temporaneo come parlamentari europei e che la loro posizione verrà definitivamente perfezionata entro la plenaria di gennaio 2020, comunicando di aver dato mandato ai servizi del Parlamento di valutare nei tempi più brevi possibili l’applicazione degli effetti della sentenza della Corte di giustizia sulla composizione del Parlamento.

3 gennaio 2020 – La Giunta elettorale spagnola stabilisce che Oriol Junqueras non può essere parlamentare europeo, nonostante sia stato eletto, nonostante la sentenza della Corte di giustizia europea e nonostante il parere favorevole alla scarcerazione, perché coperto dall’immunità, dell’Avvocatura dello Stato.

6 gennaio 2020 – Il Parlamento europeo sembra avere un sussulto di dignità istituzionale e nonostante la decisione della Giunta elettorale spagnola dichiara per iscritto che, in seguito alla sentenza della Corte di giustizia Ue, il 13 gennaio l’assemblea plenaria del parlamento europeo prenderà atto dell’elezione come eurodeputati di Junqueras, Puidgemont e Comin, con effetto retroattivo a partire dal 2 luglio 2019, cioè dalla seduta inaugurale del nuovo Parlamento europeo.

9 gennaio 2020 – La Corte Suprema spagnola, contro il parere dell’Avvocatura dello Stato, stabilisce che Junqueras non può essere eurodeputato, perché la condanna di ottobre gli impedisce di godere dell’immunità da parlamentare europeo.

10 gennaio 2020 – Il vile presidente del Parlamento europeo Sassoli si inchina nuovamente a Madrid e smentisce quanto dichiarato dallo stesso europarlamento quattro giorni prima, e afferma che “tenendo conto della decisione della Junta Electoral Central del 3 gennaio 2020 e ai sensi della decisione del Tribunal Supremo del 9 gennaio 2020, il mandato del sig. Junqueras i Vies è cessato con effetto dal 3 gennaio 2020”.

Quindi, il 6 gennaio il Parlamento europeo ha riconosciuto l’elezione di Junqueras a partire dal 2 luglio 2019 e poi il 10 gennaio l’ha revocata a partire dal 3 gennaio!

“Il Parlamento Europeo è tenuto a prendere atto senza indugio delle decisioni definitive delle autorità giudiziarie competenti degli Stati Membri”, dichiara l’Hombre Vertical Sassoli, che aggiunge: “Chiederò alle autorità spagnole competenti di notificare rapidamente al Parlamento il nome del nuovo deputato”. A Sassoli nulla interessa che Junqueras sia stato condannato mentre avrebbe dovuto godere dell’immunità da europarlamentare. Lui prende solo ordini. E così dichiara decaduto un eurodeputato che non è mai stato riconosciuto come tale, che non ha mai potuto esercitare i propri diritti

A Strasburgo e Bruxelles c’è un Parlamento europeo che non è un parlamento, un suo presidente che è un burattino senza dignità, che prima si sottomette a Madrid, poi si fa dettare dalla Corte di giustizia europea le regole fondamentali delle elezioni a suffragio universale, e poi si sottomette nuovamente al volere di Madrid. Sempre senza esprimere un’opinione, affermare un principio elementare di diritto. Supino, genuflesso, uso obbedir tacendo al volere dei governi, accompagnato da 748 eurodeputati disinteressati ai principi della pienezza del plenum dell’Assemblea di cui fanno parte, del diritto degli elettori e di quello degli eletti.

Una pagina di vergogna, che dimostra come non esista un diritto europeo e come le istituzioni di questa Ue siano indifferenti ai principi base della democrazia. Una Ue a-democratica.