La politica estera italiana oggi tocca il fondo

Sostituiti dalla Turchia per manifesta incapacità in Libia, con un ministro degli Esteri che in queste ore nemmeno riesce a parlare al telefono con il Dipartimento di Stato Usa, la politica estera italiana oggi tocca il fondo insieme alle nostre forniture petrolifere, vuoi dal Nord Africa vuoi dal Golfo Persico.

Guai però a scaricare le colpe sull’ incapace: lui non saprebbe se provare a vendere le bibite ad Haftar o a Sarraj, a yemeniti o sauditi, a sunniti o sciiti. Ma prima di lui hanno preparato questo cimitero di peso politico la Mogherini che entrerà nella storia come la Velata di Teheran, una che in 5 anni alla guida della diplomazia dell’Unione Europea è riuscita a non lasciare traccia di sè; e con lei il suo sponsor Matteo Renzi, che invece nella storia ci entrerà come il premier europeo che per primo invitò il capo della Teocrazia fascista di Teheran ad una visita ufficiale in Occidente.

Ed era così entusiasta, e si faceva così la pipì addosso per i lucrosi affari in vista , che il poveretto riuscì a far ridere il mondo coprendo tette e culi delle statue rinascimentali italiche per non offendere le sensibilità dei Mullah. E ora eccoci qua.

Giovanni Negri