IL MONDO NUOVO E LA SUA SORPRESA

La vera sorpresa che sta per irrompere sul proscenio globale ha il nome dell’ India, candidata al ruolo di terza potenza economica mondiale . Gli analisti del Centre for Economics and Business Research (CEBR) diffondono da un decennio puntuali e azzeccati rapporti su una geopolitica che ha ripreso a correre, fotografando tendenze, potenzialità e crisi delle diverse aree del pianeta . Ieri La Marianna ha diffuso la sintesi delle previsioni del CEBR proiettate sul 2034 : secondo questa analisi l’India con la sua economia prorompente è destinata non solo a superare stabilmente la Gran Bretagna e la Francia nella gerarchia delle potenze economiche , ma anche a surclassare in via definitiva tanto il Giappone quanto la Germania, collocandosi saldamente al terzo posto, alle spalle soltanto di Stati Uniti e Cina.

Il CEBR riconosce tuttavia un errore di previsione commesso in questi anni, spostando in avanti di un triennio – per l’esattezza al 2033 – l’appuntamento che vedrà la Cina superare gli Stati Uniti in termini di ampiezza del Prodotto interno lordo. E se allo stato gli USA rappresentano il 24,8% del PIL mondiale, l’affiancamento di un nuovo player globale della forza dell’India potrebbe consegnare a due potenze economiche fondate su seppure imperfette democrazie politiche di ispirazione anglosassone un grande ruolo di riequilibrio rispetto alla Cina nello scacchiere globale. L’ Anglosfera sarebbe altresì consolidata dalla crescita di Canada e Australia: i due paesi che meglio sanno attirare e gestire immigrazione qualificata, anche per questo destinati a diventare l’ottava e la tredicesima economia mondiale, mentre la prima potenza economica del mondo ispanico non sarà più la madre patria bensì il Messico.

E la vecchia Europa ? La sorpresa , per quanto relativa , non è tanto quella di una Gran Bretagna che dopo un biennio di riallineamento da Brexit sarà a maggior ragione un’economia globale dominante, quanto le dimensioni di una crescita britannica destinata a superare del 25% l’economia francese e ad avvicinarsi all’influenza economica della Germania, anche grazie a una spinta demografica che nel 2050 dovrebbe vedere appaiati i due paesi. Il ruolo dell’economia targata Unione Europea , di fatto franco-tedesca, non è infatti destinato a crescere. Quanto all’Italia il CEBR ci declassa da ottava economia mondiale a un malinconico 14° posto , descrivendoci come un paese diviso tra un Nord prospero e un Sud sottosviluppato, con nel 2019 un Pil del 3% inferiore a quello del 2008, vulnerabile sia a causa di un ulteriore deterioramento delle condizioni del mercato esterno, sia a causa dell’instabilità politica interna. Ma per fare questa previsione, ahinoi, non c’era bisogno del CEBR.

Giovanni Negri