IO CAMBIO CANALE

Si chiude oggi, 31 dicembre 2019, quello che per la crescita economica italiana è stato il peggior decennio dall’unità d’Italia (1861) ad oggi: peggiore anche del decennio connotato dalla seconda guerra mondiale, il 1940.
5 milioni di poveri, 2 milioni di emigranti tra il 2006 e il 2019, 18% di disoccupazione giovanile, 2.447 miliardi di debito pubblico sono l’altra faccia della medaglia di un Paese nel quale ormai non tengono più i ponti, le autostrade, gli indotti industriali storici, le reti viarie, il sistema bancario.

In questi ultimi giorni di questo decennio appare altresì malinconicamente evidente che ciò che resta di classe dirigente italiana, nei media e nella politica, pare ossessionata da un unico tema – la fedeltà non all’Occidente ma ad un’Unione Europea franco-tedesca incapace di governare un declino che si fa agonia – e avere come orizzonte una sola scadenza : le elezioni amministrative in Emilia Romagna.

In questo quadro ho letto che Sergio Mattarella – ininterrottamente deputato lungo 25 anni nella IX,X,XI,XII,XIII,XIV,XV Legislatura, poi ministro per i rapporti con il Parlamento nei governi di Ciriaco De Mita e Giovanni Goria, poi Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo di Giulio Andreotti, poi Vicepresidente del Consiglio nel Governo D’Alema, poi Ministro della Difesa nei Governi D’Alema e Amato – ha deciso di rivolgere agli italiani un discorso di Capodanno ispirato a un grave mònito molto calzante con il quadro sopra descritto: un appello alla “Coesione Nazionale”, un richiamo all’ “Italianità”, evidentemente minacciate da orde di Barbari alle porte.

Ed è in questo quadro che il sottoscritto, nel pieno rispetto dell’istituzione e della funzione del Presidente della Repubblica, ha deciso serenamente, pacatamente, felicemente che questa sera, alle ore 20.30, cambierà canale Tv.

Giovanni Negri