GRANDE DISCORSO PRESIDENTE! MATTARELLA? NO, ZEMAN

In attesa del discorso di fine anno del nostro Presidente della Repubblica, merita di essere letto quello rivolto alla nazione dal Presidente della Repubblica Ceca, Miloš Zeman, in occasione del Natale. Poi sarà interessante confrontarne contenuti e toni.

Come riferisce Radio Praga, in un discorso televisivo di 16 minuti, privo di simbolismi religiosi, si è definito un “eretico climatico” e ha esortato i cechi a pensare con il proprio cervello piuttosto che seguire i “falsi profeti”.

Zeman ha iniziato ricordando cosa dice ai nuovi ambasciatori nella Repubblica Ceca: “Benvenuti in un paese di successo”. Un paese con il più basso tasso di disoccupazione nell’Unione europea, debito pubblico relativamente basso, salari e pensioni medi in aumento. “Sebbene si dica che i cechi siano la nazione più scettica in Europa, penso che dovremmo rallegrarci insieme di questi risultati.”

Passando alle aree problematiche, il presidente Zeman ha affermato che molti problemi potrebbero essere riassunti in una sola parola: “lentezza”. Le cause languiscono nei tribunali per anni, persino decenni, e il paese si è classificato al 162° posto in tutto il mondo in termini di tempo necessario per approvare un progetto di costruzione. “Se vogliamo superare la crisi abitativa, l’accelerazione del processo edilizio è una condizione necessaria, sebbene non l’unica”.

Il presidente ceco ha espresso fiducia sui progressi avviati dai ministri dello Sviluppo e dei Trasporti regionali, elogiando anche l’obiettivo del governo di investire circa 8 trilioni di corone in 20.000 progetti entro il 2050, principalmente nel settore dei trasporti, ma anche in sanità, energia e sicurezza informatica. “Mi congratulo con il governo per aver presentato un programma nazionale di investimenti con un orizzonte di 30 anni, perché ovviamente alcuni importanti progetti vanno oltre il mandato di qualsiasi governo. Alcuni dicono che è solo un elenco di progetti, ma non è vero.”

Miloš Zeman ha poi dedicato gran parte del suo messaggio natalizio alla questione dei cambiamenti climatici, sottolineando le fluttuazioni della temperatura nel corso di milioni di anni.

“Credo che la discussione sui cambiamenti climatici stia diventando una nuova religione. Consentitemi, quindi, di essere un eretico. (…) Non sono sicuro che il fattore decisivo del riscaldamento globale sia l’attività umana e non le leggi della natura, il movimento dell’asse terrestre e altre influenze cosmiche.”

Il presidente Zeman ha continuato sostenendo che investire ogni anno decine di miliardi in energie rinnovabili, in particolare energia solare ed eolica, è una follia, con sussidi che servono solo ad arricchire i “baroni solari”. Le energie rinnovabili rappresentano solo il 3% della produzione totale di elettricità nella Repubblica Ceca e sono fonti inaffidabili, ha affermato Zeman, avvertendo che i paesi al di fuori della “Europa verde” potrebbero diventare magnati grazie alla produzione di energia a basso costo.

Sul movimento “Fridays for Future” nato al seguito di Greta Thumberg, Zeman ha detto: “Sì, ho notato dimostrazioni studentesche contro i cambiamenti climatici. Niente in contrario, solo vorrei che andassero a scuola il venerdì e manifestassero il sabato”.

Infine sulle manifestazioni a Praga che hanno chiesto le dimissioni del primo ministro, Zeman ha detto che “è possibile rispondere molto brevemente a questa domanda: in una democrazia parlamentare, quale siamo e resteremo, i primi ministri vanno e vengono sulla base dei risultati delle libere elezioni. Punto”.

Il Presidente Zeman, noto per le sue opinioni controcorrente su vari argomenti, ha anche fatto appello ai cechi affinché si avventurino al di fuori delle proprie “bolle di opinione”, per considerare opinioni contrastanti.

E dopo questa trasgressione ceca, ci prepariamo ad ascoltare il discorso del Pensiero Unico, con Mattarella che domani sera ci inviterà a rinchiuderci nella solita rassicurante, buona e politicamente corretta “bolla” in salsa di Bruxelles.