ALITALIA: IL PIANO ZERO. PATUANELLI SI CONFESSA

«Il governo è compatto su una soluzione di mercato» aveva detto venerdì Giuseppi che gioca a fare il presidente del Consiglio.

«Ovviamente in questo momento la soluzione di mercato non c’è» ha detto oggi in Senato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Finalmente una parola di verità su Alitalia, dopo che da due anni, passando per Calenda e Di Maio, ci si è girati intorno, ipotizzando cordate e soluzioni che si sono tradotte soltanto in sette proroghe e nuovi esborsi di soldi pubblici dalla casse dello Stato.

Secondo i calcoli fatti per il Corriere della Sera da Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti alla Bicocca di Milano, nei nove anni che vanno dal 2008 all’inizio del 2017 Alitalia ci è costata 10 miliardi e 650 milioni. Nei primi nove mesi di quest’anno ha perso più di 715.000 euro al giorno. E si continua a far finta che non sia già fallita.

Da un altro calcolo fatto dal Sole 24 Ore, risulta che sono ben dodici i governi che hanno iniettato soldi in Alitalia, da Moro ad Andreotti, da Cossiga a Spadolini, Craxi e De Mita, Prodi, Berlusconi, Letta, Renzi e Gentiloni, per finire al Conte 2, che nel recente decreto fiscale ha inserito un altro prestito di 400 milioni.

“Non vogliamo mettere altri soldi dei contribuenti”, aveva detto l’allora ministro dello Sviluppo economico Luigi Maio il 7 agosto 2018. E invece è finita ancora una volta come avevano iniziato Moro e Andreotti.

«In questo momento è chiaro che non abbiamo una soluzione di mercato a portata di mano» si è corretto oggi Giuseppi Conte. Praticamente la stessa frase detta un paio di settimane fa a Taranto a proposito dell’ex-Ilva.

Ecco, dopo 31 mesi di gestione straordinaria e sette rinvii, il ministro Patuanelli e l’ombra di Premier potrebbero imbastire una trattativa unica e dare Alitalia ad ArcelorMittal. Si risolverebbero due crisi strutturali in un colpo solo.

A meno che il Premier e ministro degli Esteri vero, Beppe Grillo, nelle sue quattro ore e mezza di amorevole colloquio con l’ambasciatore cinese, suddivise in due tranche, non abbia parlato proprio del salvataggio di Alitalia ed ex-Ilva da parte dei comunisti del meet up di Pechino, sotto la Guida d’Acciaio del Grande Timoniere, il compagno Xi Jinping. Perché che quando si parla di Alitalia giri anche il nome di Air China, che ufficialmente non compare mai, l’aveva fatto notare sin dallo scorso dicembre Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda. Allora governava il Conte 1 con Di Maio, oggi il Conte 2 con Patuanelli. Da un Governo del Non Fare all’altro.