MORTE A VENEZIA

I Cinquestelle sono ormai avviluppati in un processo di sfarinamento definitivo che sta portando alla rapida dissoluzione del governo, con Giuseppi che, dopo essere stato elevato all’inizio di settembre al ruolo di statista, a nuovo Aldo Moro, è tornato presto a vestire i panni della totale inconsistenza che gli è propria.

I grillini, costretti dall’Elevato al governo con il Pd, si ritrovano un “capo politico” sbeffeggiato da senatori e deputati, che affidano la pratica Ilva al competente e più possibilista ministro Patuanelli, delegittimando il Giggino invitato a starsene alla Farnesina.

Da due mesi i senatori pentastellati, eletti come semplici “portavoce” dei cittadini, non riescono ad eleggere il nuovo capogruppo, scannandosi tra dimaiani, fichiani ed ex ministri e sottosegretari trombati da Di Maio nel passaggio dal governo con la Lega a quello con il Pd.

La scudo penale per l’ex-Ilva è diventata l’arma con cui accoltellarsi a vicenda, nella totale irresponsabilità sulle conseguenze che i loro comportamenti stanno provocando.

Consapevoli della loro invotabilità, ormai scappano dalle competizioni elettorali regionali, per non essere costretti a fare i conti con il loro disastro.

In pochi giorni, tra Ilva e Alitalia, Venezia e Matera sotto l’acqua, con Conte che va a Taranto con le mani alzate a dire che non ha la soluzione al problema da lui stesso creato e poi a Venezia a dire che “la situazione è drammatica e ci preoccupa”, il governo si è di fatto dissolto in un drammatico vuoto di soluzioni e strategie. Non si sa neppure se oggi faranno il grande vertice sull’Ilva convocato da Conte con l’invito ai ministri di portare qualche idea, se ce l’hanno.

E mentre avviene tutto questo, il segretario del Pd Zingaretti, che da due mesi accetta supinamente tutte le imposizioni dei Cinquestelle, vola negli Usa a incontrare Bill Clinton, per dirsi non si sa che cosa.

La realtà è che i Cinquestelle si sono autoconsumati, il Pd grillizzato non ha più alcuna identità e il governo è annegato definitivamente tra Taranto e Venezia. Porteranno a casa in qualche modo la finanziaria e cercheranno di scavallare il voto di fine gennaio in Emilia Romagna, con il Pd che corre e i Cinquestelle che stanno a guardare. Non si capisce come potranno andare oltre.