LO STATO LABIRINTO

Trent’anni dalla caduta del Muro ma il Socialismo Reale è vivo e lotta qui da noi. Nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio è stata inserita un norma finalizzata al contrasto del lavoro nero e dell’evasione fiscale, che a fronte di un maggior introito stimato in 71 milioni complicherà la vita e aumenterà i costi di migliaia di aziende, artigiani e cooperative, colpendo in particolare quelle più piccole e giovani.

La norma, partorita dalla sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra (in quota Leu) e finita nel mirino della Lega, stabilisce che nel caso di appalti e subappalti per la produzione di beni o la fornitura di servizi con prevalente utilizzo di manodopera presso la sede del committente, non siano più le ditte che svolgono il lavoro a dover versare le ritenute fiscali per i propri dipendenti ma che debba farlo il committente. E così, l’azienda che svolge il lavoro deve versare i soldi per tasse e contributi al committente e poi sarà questo a doverle versare al fisco e all’Inps entro il 16 di ogni mese. Se il committente non riceve i soldi, deve avvertire l’Agenzia delle Entrate e contemporaneamente smettere di pagare l’azienda che svolge il lavoro, con il rischio che l’azienda interrompa il servizio.

Se, come avviene spesso, un dipendente di un’azienda svolge lavori per più committenti, ognuno di questi dovrà versare a fisco e Inps il dovuto, a seconda delle ore di lavoro svolte per lui dal dipendente dell’azienda.

Le imprese dovranno trasmettere mediante posta elettronica certificata al committente un elenco nominativo di tutti i lavoratori impiegati nel mese precedente, con il dettaglio delle ore lavorate, la retribuzione corrisposta per tale prestazione, il dettaglio delle ritenute fiscali operate, indicando separatamente quelle relative alla prestazione affidata dal committente.

Risultato, più burocrazia, più costi, più oneri amministrativi per tutti, fino ai condomini per i lavori di pulizia delle scale.

Ma non basta. La nuova norma non riguarda tutti, perché ne sono esentate le ditte che sono in attività da almeno cinque anni o che nei due anni precedenti hanno effettuato versamenti superiori ai due milioni di euro. Il che avrà come effetto prevedibile che i committenti preferiranno rivolgersi a queste ditte, evitando così di doversi accollare i nuovi oneri burocratici, tagliando fuori le aziende più giovani e le partite Iva.

Colpire indiscriminatamente chi produce ricchezza, alimentare la burocrazia, disincentivare chi vuole intraprendere, rendere la presenza dello Stato assillante, fin sulle scale dei condomini. La logica delle microtasse, dei balzelli, delle norme cervellotiche e degli oneri amministrativi senza fine è ciò che costituisce la vera anima di questo governo. Un’anima punitiva. E ogni giorno se ne scopre una nuova.