VIVA IL COMPAGNO LAKSHMI MITTAL

Nato in un villaggio del Rajasthan indiano dove non c’erano luce e acqua corrente, entrato a 13 anni nel minuscolo laboratorio del padre, l’uomo forse più ricco della Gran Bretagna oggi al vertice dell’acciaio mondiale non nasconde le opinioni “progressiste e umanitarie” che nel 2007 lo hanno portato a donare tre milioni di sterline al Partito Laburista. Spero davvero che in queste ore non gli traducano le umilianti, vergognose idiozie che recitano in Tv gli ignoranti che al momento governano in Italia. Conte: “Saremo inflessibili”. Patuanelli: “Prendono in giro lo Stato”. Lezzi : “Il loro piano industriale ha fallito”. Sino alla ciliegina sulla torta del ridicolo Carofiglio che mostra le manette : “Mittal deve sapere che se spegne l’altoforno commette un reato e ne pagherà le conseguenze” . Una banda di bambini inetti con in mano le pistole di cioccolato, ai quali Mittal da mesi lo aveva scritto nero su bianco: investo, ma senza garanzie di scudo penale lungo la riconversione verso la nostra gestione sarò obbligato a recedere. M5S, Renzi e Pd hanno abolito lo scudo penale e ora il compagno Mittal saluta Taranto e l’Italia, esempio vivente di come qualsiasi investitore con questo governo e questo sistema giudiziario faccia bene a tenersi alla larga.

Giovanni Negri