GLI SMEMORATI DI SALVINI

Ci sono voluti 11 giorni perché il governo giallorosso che ha scalzato quello gialloverde e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ha sfrattato Matteo Salvini si decidessero a far attraccare in un porto italiano la Ocean Viking, che dal 18 ottobre vagava in mare tra Malta e Lampedusa con a bordo 104 persone.

Né più né meno, giorno più giorno meno, di quel che avveniva quando al Viminale sedeva il disumano Salvini con i suoi fascisti decreti sicurezza. Oggi i decreti sicurezza sono sempre in vigore e nessun giallorosso li ha ancora toccati. La nave con i naufraghi è stata lasciata in mare fino a che il governo ha trovato l’accordo con altri Paesi europei per la ridistribuzione dei profughi. Esattamente come con Salvini.

La differenza è che questi 11 giorni sono passati nel silenzio e nella disattenzione generalizzata di governo, media e social. Sparito Salvini è sparito anche il problema. Nessuna prima pagina, niente servizi di apertura dei tg, niente post condivisi a migliaia su Facebook e su Twitter contro la disumanità di lasciare in mare 104 profughi, tra cui due donne incinte e due neonati, in attesa di trovare l’accordo con altri paesi europei perché un po’ se ne prendessero pure loro. Niente grida sdegnate a denunciare “Prima fateli sbarcare e poi troverete l’accordo!”. Niente. Un muro di silenzio.

Nessun appello, nessuna manifestazione in alcun porto, nessuna denuncia per sequestro di persona contro il ministro Lamorgese, nessun deputato che si sia precipitato sulla Ocean Viking per fare un’ispezione, per poi rifiutarsi di scendere fino a che non fosse attraccata in un porto sicuro. Tutti fermi e zitti, che c’erano le elezioni in Umbria di cui occuparsi e preoccuparsi.