LA MANIA DI PERSECUZIONE

È quasi un riflesso pavloviano. Quando arriva l’autunno e la manovra di bilancio, la sinistra nei suoi variopinti filoni entra automaticamente in modalità “Punish”. Quest’anno c’è anche l’opzione aggiuntiva “Vuoi che te lo ricordi più tardi?”.

Dopo meno due mesi di governo Conte 2 la situazione è questa. Quota 100 per 150.000 fortunati estratti dalla sorte rimane e inghiotte miliardi insieme al reddito di cittadinanza che non ha dato lavoro a neppure una persona se non alle migliaia di navigator fantasma che si portano a casa lo stipendio girandosi le dita.

Siccome non basta, il Pd, dopo averlo fatto sul taglio dei parlamentari, sconfessa di nuovo se stesso e vota l’abolizione dello scudo penale per l’ex Ilva voluta dai 5Stelle e che rischia di indurre ArcelorMittal ad andarsene da Taranto o a ridurre drasticamente la produzione, mandando a casa migliaia di lavoratori.

Il tutto all’interno della grande “svolta culturale” annunciata dal ministro della Giustizia grillino, che si traduce in un gran tintinnar di manette, mentre i decreti sicurezza di Salvini che avevano suscitato tanto scandalo sono sempre lì, intatti, così come è intatta la riforma Bonafede che da gennaio abrogherà di fatto la prescrizione dopo la sentenza di primo grado, trasformando i processi in persecuzioni a vita.

Insomma, tutto l’impianto politico-ideologico grillino del Conte 1 resta intatto e ora viene fatto proprio anche dal Pd, ma anche dalla sinistra-sinistra e dalla renziana Italia Viva, uniti in questo governo lisergico. Di nuovo c’è la pioggia di tasse e misure punitive per rendere la vita difficile a quanto più cittadini possibile, che la sinistra annuncia giorno dopo giorno da settimane. Un plateale caso di sadomasochismo: sado nei confronti dei cittadini, maso nei confronti di se stessi.

E giù con Sigarette Tax, Sugar Tax, Plastic Tax. Per difendere l’ambiente anche un “bollo” di 2,4 euro per ogni foglio dei certificati richiesti dagli organi dell’autorità giudiziaria relativi alla materia penale. E poi un po’ di inutili carte da far produrre alle piccole partite Iva, che non servono a niente ma sono comunque utili a far sentire il fiato dello Stato sul collo del cittadino. E poi limiti al prelievo del contante. E poi l’obbligo del Pos, che se no ti multo. Se non ora, a luglio. Senza se e senza ma.

Siamo passati dal principio secondo cui sono i cittadini a controllare come lo Stato spende i loro soldi, al fatto che ora è lo Stato che pretende di controllare come i cittadini prelevano e spendono i propri soldi. Un cortocircuito politico e mentale.

E alla fine, quando ti annunciano che però ci saranno la “Carta Bimbi” e il “Bonus Befana”, ti rendi conto i problemi sono tanti ma il più grande sono proprio loro. Che non stanno bene. Proprio per niente.