GLIELO CHIEDE L’EUROPA – Gozi de Gozo

Alla fine è riuscito a far infuriare anche il Primo ministro francese, dopo che ieri i quotidiani Le Monde e Times of Malta hanno scoperto una sua consulenza con il governo di Malta, di cui non aveva informato il presidente Macron e il governo di Parigi, dove da qualche mese fa parte del Gabinetto del Primo Ministro.

Parliamo di Sandro Gozi, l’uomo che tutta Europa si contende e che lui accontenta in nome della transnazionalità. Da Roma a Parigi, passando per San Marino e il meraviglioso arcipelago di Malta, dove brilla l’Isola di Gozo. Il tutto a bordo dell’Ulivo e poi del Pd e ora di Italia Viva.

Gozi de Gozo nasce nel ’68 in un piccolo comune sulle colline romagnole, Sogliano sul Rubicone, che varca appena possibile, andando a studiare Legge alla Sorbonne di Parigi. Con lo sguardo rivolto al futuro, il suo, va a vivere a Bruxelles dove dal 2000 al 2004 fa il consigliere di Romano Prodi, presidente della Commissione europea, e poi prosegue con il successore Josè Manuel Barroso, fino a che nel 2006 viene eletto alla Camera dei deputati con l’Ulivo e poi confermato nel 2008 e nel 2013 con il Pd, entrando anche nella segreteria nazionale.

Dal 2014 al 2018 fa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei nei governi Renzi e Gentiloni, ma nonostante questo e nonostante sia un Renziano di ferro alle politiche del 2018 viene trombato. Non la prende bene e, memore di essere stato iscritto al Partito Radicale transnazionale e transpartito, pur rimanendo iscritto al Pd decide di candidarsi alle europee del maggio scorso in Francia, nelle liste del partito del presidente Emmanuel Macron, ma gli va così così. Risulta tra i primi dei non eletti e in cuor suo diventa un tifoso della Brexit veloce e a tutti i costi. Infatti, potrà diventare eurodeputato solo quando la Brexit sarà operativa, con la conseguente decadenza dei parlamentari europei britannici.

Ma Macron e la Francia non possono fare a meno di lui neppure per qualche mese e così a fine dello scorso luglio entra nel Gabinetto del premier francese Édouard Philippe in qualità di responsabile per gli Affari europei, la stessa carica, di fatto, che aveva in Italia nei governi Renzi e Gentiloni. Chi solleva dubbi sull’opportunità di tale passaggio dal governo di Roma a quello di Parigi viene liquidato con una smorfia di disgusto, come un misero nazionalista che non comprende le nuove non frontiere dell’Europa.

Un mese prima delle europee gli capita il primo inciampo e viene iscritto nel registro degli indagati dal Tribunale Unico di San Marino per una consulenza “fantasma” da 220 mila euro alla Banca Centrale sanmarinese. Gozi difende la correttezza del suo comportamento e la legittimità della sua consulenza.

Del resto, chi può dubitare del Nostro e fermarne l’inarrestabile marcia? Uomo di grandi meriti e di ottime relazioni, è stato insignito Cavaliere dell’ordine delle Palme Accademiche nel 2007, Cavaliere dell’ordine della Legion d’Onore dal Presidente François Hollande nel 2014, dell’Ordine Nazionale al Merito della Repubblica di Malta nel 2016, e nel 2017 ha ricevuto il Prix de l’engagement du valeur européen a Parigi.

Ma ora scoppia quello che la stampa francese già chiama l’Affaire Gozi, con il Premier Philippe in difficoltà a rispondere in parlamento. Le rassicurazioni a voce di Gozi, al governo francese non bastano. Vogliono vedere le carte che dimostrino che al momento di assumere l’incarico nel governo di Parigi la sua consulenza con il capo del governo di Malta, Joseph Muscat, iniziata nel giugno 2018 appena cessato l’incarico di sottosegretario nel governo italiano, era già terminata. E vogliono anche verificare che Gozi abbia adempiuto a tutti i suoi obblighi di trasparenza.

Tutti lo vogliono, tutta Europa lo cerca, il trans-governativo Gozi de Gozo non sa dire di no a nessuno e alla fine diventa uno e trino, e si incasina. Lui fa i compiti a casa per tutti. Si sacrifica da sempre. Glielo chiede l’Europa. E lui vuole sempre più Europa, senza confini, senza barriere tra un governo e l’altro. Se no, che Europa di Gozi sarebbe?