FRANCESCO SOLD OUT

Il Vaticano è sull’orlo del fallimento. Ormai solo 2 euro su 10 dell’Obolo di San Pietro vanno davvero ai poveri bisognosi. Il 58 % dell’Obolo non finisce in opere di carità ma serve a ripianare i buchi della Curia, mentre il 20% viene tenuto fermo nei depositi.

Come racconta Gianluigi Nuzzi nel suo nuovo libro “Giudizio Universale”, i numeri indicano impietosi il crollo delle entrate, la crescita incontrollata dei costi per il personale, svalorizzazione degli asset, buchi pericolosi nel fondo pensioni e nell’assistenza sanitaria. Il fantasma del default si aggira per le stanze dei Sacri Palazzi.

Intrighi di Palazzo, contabilità parallele, conti segreti intestati a cardinali, una ragnatela di clienti composta da cardinali, nobili, principi e pensionati un po’ troppo facoltosi. Un conto corrente in quattro valute diverse con intestazione F.D. di cui non si può sapere nulla perché coperto da segreto di Stato.

Nessuna spiegazione anche per tre conti accesi alla Deutsche Bank e per quello al Credit Suisse di Zurigo. Quando emerge una partita di lingotti d’oro di riserva per 34 milioni, si scopre che nessuno ha mai fatto il controllo per appurare che l’oro sia davvero oro, e per controllarne la purezza.

Un gigantesco patrimonio immobiliare pari a mezzo milione di metri quadrati del valore di 2,7 miliardi, tenuti sfitti o affittati a canoni inferiori a quelli di mercato dal 20 al 70 per cento, con le morosità che arrivano a 2,7 milioni di euro. E via sguazzando in mezzo ai veleni che hanno sempre contraddistinto il Vaticano.

Ogni papa ha avuto il suo scandalo. Quindi niente da stupirsi. Non fosse che gli altri papi erano reazionari e cattivi, non dei francescani giganti della bontà come Bergoglio, venuto dall’altra parte del mondo, come disse lui stesso al momento dell’investitura.

Sei anni dopo l’insediamento del papa predicatore dell’accoglienza indiscriminata, dell’ecologia integrale, dell’aiuto ai poveri del mondo, fustigatore dell’egoismo capitalista, il bilancio di Francesco sta in quelle tremila carte segrete raccontate nel “Giudizio Universale”.

“Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”, disse Francesco il 16 marzo 2013, mentre la Segreteria di Stato vaticana discuteva se investire 200 milioni di dollari dell’Obolo di San Pietro in una piattaforma petrolifera lungo le coste dell’Angola, in nome dell’ecologia della Madonna e per i poveri angolani, naturalmente.

“Come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio», mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.” (Luca, 6,39-45)