E ORA CHE SENSO HA L’UNIONE EUROPEA?

Con l’Accordo raggiunto tra Regno Unito e Unione europea sulla Brexit è forse finita quella che era diventata una telenovela. Sempre che l’Accordo firmato da Boris Johnson non venga affossato sabato in parlamento, come successo tre volte a Theresa May.

A Bruxelles c’è molta soddisfazione, quasi un’aria di festa. Il No Deal, questa la verità negata per un lungo triennio, sarebbe una tragedia più per la Piccola UE che per la nascente Global Britain.

L’Accordo di fatto sancisce la fine della Ue come l’abbiamo sin qui conosciuta. Ora che ne resta? In realtà, un’Unione europea senza la Gran Bretagna è un nonsenso. L’Ue rischia di ridursi a ciò che è oggi: un EuroReich franco-tedesco dalla struttura elefantiaca, con una velleità di pianificazione e controllo degno dei peggiori Soviet, senza alcun contrappeso democratico e privo di reale partecipazione civile. Non c’è da stupirsi che un simile Moloch produca solo quanto fin qui è stato capace di produrre: un pensiero unico e una politica economica dogmatica, errata.

Diciamola tutta: negli ultimi tre anni l’atteggiamento dominante nell’Ue verso il Regno Unito è stato quello supponente del gradasso che minaccia: “Andate pure, peggio per voi, invece che in 28 saremo in 27“.  Ma appena fuori dall’Ue, Londra e Washington andranno verso una nuova area di libero scambio e un nuovo patto commerciale senza precedenti fra Usa e Gran Bretagna, mentre, abbandonata l’ormai inutile propaganda, l’Ue sarà costretta a fare i conti di quanto costerà a noi la Brexit.

L’Europa ha respirato libertà e crescita economica quando ha guardato a Occidente. Un’Unione europea ridotta a un Reich allargato non è certo quello che era stato immaginato e sognato a Ventotene 78 anni fa. E presto ci accorgeremo che con Londra sarebbe stato più conveniente ragionarci, cambiare, e cercare di tenerla nell’Unione. Ma quando si passa da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi ad Angela Merkel e Jean-Claude Juncker, i sogni inevitabilmente si infrangono e la realtà non ha più nulla a che fare con ciò che si era immaginato e sperato.