CHI SI RIVEDE: IL FASCISMO. ALTRO CHE SALVINI E CASAPOUND.

Il Parlamento Europeo che proibisce l’ingresso agli eurodeputati catalani eletti democraticamente in Spagna. Il fascistello Tajani e il comunistello Sassoli – presidenti del nulla – che balbettano fesserie per sostenere una discriminazione intollerabile contro la libera e democratica espressione del voto . L’esercito e la polizia schierati a Barcellona contro decine di migliaia di dimostranti pacifici e democratici. I governi di Roma, Parigi, Berlino complici muti di una condanna stalinista a 13 anni di galera per puri e semplici reati di opinione, lugubre conferma che in questa Unione Europea o sei con lo Status Quo o se la pensi diversamente puoi solo andartene. E per fortuna che – come nei tempi più bui – resta la luce di Radio Londra, con lo speaker John Bercow levatosi ieri a dichiarare che “Puigdemont potrebbe certamente venire e parlare a Westminster, dove sarebbe estremamente benvenuto”. Qualcosa mi dice che oggi è il giorno giusto per ripubblicare qualche riga di un libro.

“Nel ’76 veniamo eletti in quattro radicali e andiamo a occupare alla Camera i quattro posti della montagna dell’estrema. Ma Ingrao, al tempo presidente di Montecitorio, e gli altri non ci permettono di occuparla. Noi non votammo per un anno intero. Poi feci il mio discorso parlamentare in cui sostenni che in nome della destra storica occupavamo quei banchi. Perché, sostenevo, l’idea del diritto, dello Stato di diritto, è un’idea rivoluzionaria. In quel momento, entrando nelle nostre aule parlamentari, che sono a emiciclo e non all’anglosassone, eravamo costretti ad accettare quello schema: la sinistra è progressista, la destra è conservatrice.

Oggi, la realtà è diversa. Io, che per tanti anni sono stato contrario alla costruzione di una nuova Camera dei Deputati – che nel ’76 Ingrao e gli altri volevano costruire in periferia, a Tor Vergata, per allontanare il rischio del popolino attorno –, adesso ne ho voglia. Presto lancerò l’idea di una nuova Camera costruita sul modello di Westminster, dove sono fisicamente separati e contrapposti il lato del governo e quello dell’opposizione. Occorre evitare che la lotta si giochi sul confronto tra riformatori e conservatori. Oggi occorre imporre sulla visione topografica e continentale della politica quella anglosassone, di confronto tra due schieramenti, due parti sociali e non ideologiche”. Al fondo di Pannella, del leader anche guitto ma che è un estremista della libertà, c’è la Camera modello Westminster, “quella dove le due parti sono separate dalla lunghezza di due spade più un centimetro, a ricordare che la democrazia non è una sala da tè ma il luogo dove il confronto non è più duello mortale, lotta cruenta”. E c’è il richiamo più a Londra che a Parigi o a Berlino: “La cultura continentale, tedesca, francese, e delle loro appendici va riferita ai fenomeni secolari, o di questo secolo, il cui provincialismo rischia di esser letale: la cultura anglosassone è quella che ha prodotto più civiltà, più democrazia, anche se oggi la sua ‘Chiesa’ – lo Stato americano, gli Usa – rischiano di affossare i valori che rappresenta e lo hanno reso grande”.
[L’Illuminato – Einaudi]

Giovanni Negri