L’artiglieria turca bombarda obiettivi curdi

L’artiglieria turca sta bombardando obiettivi curdi. I curdi starebbero valutando un’alleanza con Assad.  

Saviano: “dal Mediterraneo hanno bandito le Ong eppure si continua a morire, come dimostra il naufragio a poche miglia da Lampedusa: su 50 naufraghi, solo 22 sono stati tratti in salvo. Anzi, nel Mediterraneo si muore di più, proprio perché hanno bandito le Ong”. “Si morirà sempre nel Mediterraneo, fino a quando ci saranno ragioni per partire, e su quelle nessuno ha idea di come agire, non solo: petrolio e armi ci legano le mani”. “Hanno bandito le Ong ma poi le autorità italiane chiedono alla Ocean Viking e a tutte le Ong presenti nell’area, con velivoli o imbarcazioni, di aiutare a cercare i superstiti. Hanno bandito le Ong chiamandole scafisti, trafficanti di uomini, ma poi a trattare con gli scafisti, con Bija, il noto trafficante di uomini libico (‘uno dei più brutali aggressori di migranti’ secondo l’Onu), abbiamo visto solo persone che agivano in nome e rappresentanza del governo italiano”. “Era il 2017, era appena partita la ‘guerra’ alle Ong, una guerra orchestrata solo per racimolare voti, una guerra combattuta e vinta (dobbiamo prenderne atto) comunicando con crudeltà e diffondendo fake news. E dopo migliaia di morti senza volto né nome, siamo sempre qui, al punto di partenza, a cercare in mare i corpi di donne e bambini che hanno perso la vita nel tentativo di sopravvivere. Perché chi viene in Europa non ha altra scelta: non si va incontro alla morte per tentare la fortuna o per realizzarsi nel lavoro. Si affronta la morte quando ciò che vivi è peggio della morte”.

Per De Falco, “il taglio dei parlamentari ricorda il fascismo”.

Il Nobel per la Fisica a James Peebles, Michel Mayor e Didier Queloz. Al primo “per le sue scoperte nel campo della cosmologia” e ai secondi per “la scoperta di un esopianeta in orbita intorno a una stella di tipo solare”.

Secondo Boris Johnson i negoziati sulla Brexit a Bruxelles sarebbero vicini al punto di rottura.

 

Di fronte a una mobilitazione di indios contro il suo pacchetto economico il presidente dell’Ecuador Lenín Moreno sposta provvisoriamente la capitale da Quito a Guayaquil e accusa Rafael Correa di voler destabilizzare il governo.