POVERA EUROPA: ALZATI E FATTURA

Sarà blasfemo e volgare quanto basta. Ma la verità – alla luce delle pesanti scelte compiute ieri da Mario Draghi – è che il solo slogan adatto in questo momento ad un’ Europa ridotta all’immagine di confuso e un po’ tonto Gigante Addormentato, vagante nella palude della Recessione e senza più neppure un Patto di Stabilità al quale aggrapparsi , sarebbe proprio questo : Alzati e Fattura.

Il guaio, infatti, è che l’appello quasi disperato che si legge in controluce attraverso le scelte compiute dai piani alti della BCE è probabilmente destinato a cadere nel nulla.
Pur di spingere le banche del continente a prestare soldi alle imprese , Draghi ha aumentato i tassi imposti alle banche medesime qualora avessero ancora la tentazione di parcheggiare i loro soldi presso la BCE. Prestate, prestate e prestate quattrini , sembra quasi implorare .

Dal sistema bancario – oltre alla tragedia Deutsche Bank – giungono tuttavia segnali profondamente negativi sulla voglia degli europei di rischiare , intraprendere, scommettere sul futuro . A fronte di un’economia americana che corre come una littorina, il Gigante Addormentato è scivoltato in recessione e finalmente appare chiaro che il Patto assicura sì una forma di Stabilità, ma è quella della stabilità nella povertà.

Ecco allora l’altra leva che il Governatore ormai in uscita ha deciso di attivare : per l’ennesima volta la premiata tipografia di Francoforte stamperà trilioni di euro immettendo denaro nello stanco corpaccione di una UE incartata. Un piano che addirittura si sa quando nasce – decollerà a Novembre – ma è privo di qualsiasi scadenza . La tipografia a quanto pare finirà di stampare solo quando dal buio della galleria la UE riuscirà a immaginare uno squarcio di luce all’orizzonte .

Quando accadrà ? Chissà. Con ogni evidenza Draghi ha detto che i fondamentali potranno cambiare solo con una Germania immediatamente disposta a spendere, consumare e investire. Oppure, se questo non dovesse avvenire come infatti non avverrà, l’unica vera politica da praticare sarebbe quella fiscale espansiva. Tagliare, tagliare e tagliare ancora le tasse con urgenza per spingere a fare, produrre, intraprendere, commerciare, fatturare e finalmente assumere .

Quanto ciò sia al centro delle reali politiche di alcuni governi europei è però presto detto. Draghi non aveva finito di illustrare le misure choc che rappresentano la sua eredità, ed ecco che da Roma il Ministro Gualtieri ha subito pensato di annunciare che “non ci sarà alcuna Flat Tax, una misura che aiuta solo chi ha già”. Insomma nessuno choc fiscale , di nuovo la frase che gli italiani conoscono a memoria ( “diminuiremo le tasse entro tre anni” ) e un altro Totem da gettare al pubblico come il più classico fumo negli occhi : se Fiscal Compact e Parametri di Maastricht sembrano destinati al dimenticatoio per palese esaurimento, ecco arrivare il Piano Verde . Quello che secondo Gualtieri garantirà “grandi investimenti continentali” e – immaginiamo – tante belle agenzie locali, regionali, nazionali ed europee , pubbliche e parapubbliche, in nome del nuovo Supremo Obiettivo : il Piano Verde del Continente al Verde.