IL GOVERNO TRAVAGLIO

In nome della discontinuità, quello nascente non sarà il governo di Scalfari e di Repubblica ma il Governo Travaglio. È lui che dalle colonne del Fatto detta la linea, mette in riga Giggino che ha perso la bussola e chiarisce che Conte è un premier 5Stelle e non una figura istituzionale autonoma, perché è così che viene percepito dall’opinione pubblica, che nei sondaggi “porta il M5S oltre il 24%, di nuovo davanti al Pd (che pure cresce), e i giallo-rosa insieme al 45%: per la prima volta dopo mesi, alla pari del centrodestra”.

Fino ai primi di agosto “i 5Stelle erano in picchiata e soprattutto in trappola”, e “li ha salvati il Cazzaro, facendosi esplodere da solo”, ricorda Travaglio. “Ora, preso atto che il Conte-2 dimagrisce la Lega e ingrassa il centrosinistra, ma soprattutto il 5S, che altro va cercando Di Maio?”.

“Se Di Maio spera di recuperare peso e voti travestendosi da Salvini dei giallo-rosa, sbaglia di grosso. Le gare di rutti sono roba da Salvini. E alla lunga stancano. Ora, per reazione, la gente vuole ministri seri che parlino coi fatti”, sentenzia Travaglio, che indica subito l’obiettivo contro cui scagliarsi e cioè la possibilità che al ministero della Giustizia vada Giuliano Pisapia, “decarceratore impenitente”, che “astenendosi con tutta Rifondazione Comunista fece passare la legge-vergogna di B. contro Caselli alla Procura nazionale antimafia”.

Insomma, meno Giggino che stava affossando i 5Stelle, più Conte che invece li ingrassa e più Giustizialismo per tutti. Questa sarà la cifra, il tratto culturale che caratterizzerà il governo giallorosso, anche perché quando cominceranno ad esserci le ovvie divisioni sui singoli provvedimenti, su cosa potranno ricompattarsi se non su ciò che caratterizza il Travaglismo? Conflitto di interessi, più potere ai giudici, honestà honestà, antipolitica. Di Maio ha fatto danni e la sua stagione è finita. Nasce il Governo Travaglio.